Buona la prima per la Vecchia Signora, ma poteva andare decisamente meglio in termini di risultato. Un monologo tattico a senso unico che avrebbe dovuto chiudersi con un margine ben più rotondo. L’esordio stagionale in Serie A della Juventus sul campo del Frosinone ha messo in evidenza un’evidente superiorità sul piano del gioco, ma al contempo ha mostrato un’inquietante imprecisione sotto misura che ha mantenuto in vita gli avversari fino al triplice fischio. Per tutta la prima frazione di gara la formazione di casa è apparsa schiacciata nella propria metà campo, schierata secondo un impianto tattico confuso e incapace di trovare adeguate contromisure alle accelerazioni torinesi.
Le continue rotazioni difensive dei ciociari, con il costante avanzamento di Monterisi a destra e le salite dell’austriaco Schmid dietro le punte, hanno finito unicamente per sguarnire la propria retroguardia, offrendo ampi varchi alle percussioni ospiti. Di fronte a un assetto avversario così fragile, la truppa di Luciano Spalletti ha preso il totale controllo delle operazioni fin dal fischio d’inizio. Tuttavia, l’enorme mole di gioco prodotta ha portato in dote un bottino decisamente ridotto rispetto ai pericoli creati nell’area di rigore ciociara. La lista delle opportunità clamorosamente sprecate durante l’arco della partita mostra le difficoltà di finalizzazione degli interpreti avanzati. E La Gazzetta dello Sport si sofferma in particolare sul neo acquisto Randal Kolo Muani.
Frosinone-Juventus, commento Gazzetta su Kolo Muani

L’attaccante manca ripetutamente il bersaglio, facendosi anticipare sul più bello a pochi passi dal portiere e ciabattando a lato da ottima posizione. Tanto da essere bacchettato anche dallo stesso Spalletti nel post partita. Non è di certo l’unico a floppare in area, ma è quello che dà più nell’occhio per ruolo, investimento e opportunità nitide. Ma La Gazzetta dello Sport è fiducioso e si lascia andare a un paragone con Dusan Vlahovic rispetto al quale già si vede una grande novità.
Ecco quanto si legge esattamente dal giornale di oggi:
“Non tutto è da buttare naturalmente, neanche quel Kolo Muani che spreca un gol più facile da segnare che da mandare al cielo, a due millimetri dalla porta. Il francese ha perso il senso del gol, non la propensione alla manovra con la squadra: in questo è lontano anni luce da Vlahovic. Sbagliare è umano, perseverare sarebbe diabolico e i suoi movimenti a tutto campo, e il dialogo con i compagni, lasciano presagire un futuro meno cupo“.
Quindi impreciso sotto porta ieri, sì, ma assolutamente funzionale alla Juventus tra movimenti importanti e scambi coi compagni: è funzionale alla manovra e vivo, si fa vedere. Non come Vlahovic per certi aspetti avulso dal gioco, gol a parte. Ora serviranno solo questo a Kolo Muani per alzare il livello: segnare. E c’è da scommetterci che lo farà prestissimo. Il ghiaccio l’ha rotto.