Il piano di rafforzamento offensivo per la nuova Juventus si arricchisce di una nuova candidatura di spessore internazionale. Nella complessa scacchiera delle opzioni offensive valutate dalla dirigenza della Continassa, spunta con forza un profilo che stuzzica non poco la fantasia dell’allenatore bianconero: Folarin Balogun. Il centravanti di proprietà del Monaco, salito recentemente alla ribalta delle cronache extra-calcistiche per la vicenda della squalifica annullata dal presidente Trump per quello che è stato definito un vero e proprio scandalo calcistico, è un profilo che piace moltissimo a Luciano Spalletti.
L’attaccante statunitense entra così di diritto nel carosello dei “piani B” studiati dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali, pronti a scattare qualora il lunghissimo corteggiamento per l’obiettivo prioritario dovesse definitivamente arenarsi. La strategia dello staff tecnico juventino prevede una vera e propria rivoluzione strutturale: l’idea di Spalletti è infatti quella di avere a disposizione ben due prime punte di ruolo per la nuova stagione, oltre alla giovane terza scelta Jeff Ekhator, destinata a rimanere a Torino per completare il reparto. Nelle intenzioni societarie, una delle due maglie da titolare spetterà al sostituto di Dusan Vlahovic salvo un clamoroso colpo di scena con un dietrofront, mentre l’altra andrà a rimpiazzare Jonathan David, per il quale si cercherà una sistemazione.
Calciomercato Juve, perché l’affare Kolo Muani è bloccato

La necessità di ampliare il raggio d’azione su più fronti nasce dal momento di stallo che sta vivendo la trattativa principale. Randal Kolo Muani rimane il preferito per mobilità e caratteristiche, ma l’operazione con il Paris Saint-Germain è entrata in una fase di profonda riflessione. Le richieste dei parigini restano rigide sulla base di 50 milioni di euro, mentre la Juventus non ha alcuna intenzione di spingersi fino a quota 40, soprattutto a causa delle stringenti condizioni poste sulla formula del riscatto legato alla futura qualificazione europea.
A fare chiarezza sulla linea prudente del club è stato lo stesso Carnevali, che ha sottolineato la volontà di non farsi prendere dalla fretta: “Le richieste non sono state abbassate e noi non abbiamo alzato la nostra proposta perché in questi giorni stiamo lavorando ad ampio raggio. Se c’è una distanza così ampia, credo sia giusto da parte nostra fare le valutazioni con calma: non ci corre dietro nessuno e non dobbiamo sbagliare. Ora, con l’innesto di Massara, analizzeremo tutto al meglio”.
Rispetto alle passate gestioni che miravano a pesanti e immediate cessioni entro l’inizio dell’estate, Carnevali ha inaugurato un percorso improntato all’equilibrio, limitando a circa 11-12 milioni di plusvalenza la base necessaria per finanziare gli innesti. La Juventus sceglierà con oculatezza la combinazione che garantirà il miglior rapporto tra qualità e prezzo.
Le alternative a Kolo Muani: Sorloth e non solo

Escludendo accelerazioni improvvise, i bianconeri stanno portando avanti una strategia su più tavoli paralleli. Oltre al citato nome di Balogun che si aggiungerebbe all’elenco, in cima alla lista delle alternative resiste Alexander Sørloth. Il norvegese, attualmente impegnato nel Mondiale al pari di Nico Gonzalez (la cui cessione all’Atlético resta congelata), rappresenta un’opzione più economica rispetto a Kolo Muani pur garantendo la medesima duttilità, potendo agire sia da riferimento centrale che sull’esterno della trequarti.
Parallelamente, la Juventus ha avviato contatti concreti con il Parma tramite l’intermediario Cherubini per valutare il profilo di Mateo Pellegrino. L’argentino, reduce da un ottimo campionato condito da 9 reti con i ducali, viene valutato circa 30 milioni di euro. Cherubini ha aperto alla possibilità di un trasferimento impostato sulla base di un prestito con diritto di riscatto. Negli schemi di Spalletti, Pellegrino rappresenterebbe quel centravanti di peso e struttura fisica ideale per raccogliere l’eredità di Vlahovic, una mossa che non escluderebbe affatto il contemporaneo arrivo di un attaccante di movimento come Kolo Muani o lo stesso Sørloth. A meno che, direttamente dagli USA, non ci sia appunto la sorpresa Balogun.