La rivoluzione estiva della Juventus entra nella sua fase più drastica e spietata. I piani strategici della società, oggi guidata dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali, prevedono innfatti un restyling totale dell’organico per consegnare a Luciano Spalletti una rosa perfettamente funzionale, priva di rami secchi e soprattutto con introiti freschi da reinvestire per gli acquisti estivi. A tal proposito, come conferma La Gazzetta dello Sport, la dirigenza ha stilato una vera e propria lista nera che conta ben 12 elementi destinati all’addio.
Una drastica epurazione che non guarda in faccia a nessuno, mossa dalla necessità di sfoltire i reparti, alleggerire il monte ingaggi e fare spazio ai nuovi innesti. La linea tracciata alla Continassa è di estrema fermezza: chi non rientra pienamente nel progetto tecnico del mister o chi rappresenta un peso economico insostenibile è ufficialmente sul mercato, senza alcuna possibilità di appello. E così si finisce per avere addirittura mezza squadra sul mercato, tanto da poter fare verosimilmente anche un modulo e piazzamento a tutto campo tra i vari nomi in questione.
Cessioni Juve, obiettivo rivoluzione totale in attacco

Il settore che subirà lo scossone più evidente è senza dubbio quello offensivo, dove la Juventus ha deciso di adottare la linea dell’intransigenza assoluta. Spalletti ha di fatto “scaricato” Jonathan David, il quale, nonostante una forte volontà personale di rimanere a Torino e giocarsi le proprie carte, non gode più della stima tattica dell’allenatore toscano. Una parabola identica a quella di Arkadiusz Milik: entrambi i centravanti occupano attualmente spazio in rosa senza però offrire le necessarie garanzie tecniche richieste per il nuovo ciclo.
Ancor più complessa è la posizione di Loïs Openda, bocciato senza riserve prima da Igor Tudor e successivamente dallo stesso Spalletti. L’attaccante belga non viene ritenuto idoneo agli standard bianconeri, ma la sua cessione a titolo definitivo appare impossibile poiché grava sul bilancio per una cifra vicina ai 44 milioni di euro; per lui si cercherà un prestito. Anche per Edon Zhegrova l’avventura sotto la Mole sembra essere giunta al capolinea dopo un’annata anomala e deludente: il mister apprezza le sue doti ma pretende un profilo di maggiore affidabilità complessiva.
Discorso a parte per Nico Gonzalez: Spalletti lo riaccoglierebbe volentieri, ma l’esterno argentino per il momento semnbra rifiutare categoricamente l’ipotesi di un ritorno a Torino e spera in una permanenza all’Atletico Madrid. Per questo motivo, i piemontesi starebbero valutando di inserirlo come pedina di scambio nell’affare Alexander Sørloth.
Centrocampo Juve da sfoltire: i nodi Koopmeiners e Arthur
Anche la mediana bianconera si appresta a subire tagli dolorosi e profondi. Si avvia alla conclusione la tormentata esperienza di Teun Koopmeiners: dopo due stagioni decisamente opache e vissute nell’ombra, l’olandese è ufficialmente in partenza. Al momento si registrano timidi sondaggi e manifestazioni d’interesse provenienti dalla Premier Leagu, ma la Juventus resta in attesa di offerte concrete che possano quantomeno coprire l’oneroso ingaggio del calciatore.
C’è poi il capitolo legato ad Arthur Melo, l’ennesimo ritorno alla base che riapre una ferita mai del tutto rimarginata nei bilanci societari. Arrivato a Torino ai tempi della gestione di Fabio Paratici nel celebre scambio con Miralem Pjanic, il regista brasiliano ha assistito nel corso degli anni a una totale mutazione dei quadri dirigenziali – passando da Cherubini a Giuntoli, fino a Comolli e Carnevali – rimanendo però un costo pesantissimo da ammortizzare. Destinato all’addio anche Joao Mario: rientrato dal prestito al Bologna, il portoghese era già stato bocciato da Spalletti lo scorso anno dopo appena un mese di lavoro. Per lui si prospetta una nuova sistemazione in Serie A, dove piace alla Fiorentina, oppure un definitivo ritorno in patria.
Calciomercato Juve: sarà restyling anche in difesa e tra i pali

Le grandi manovre della Juventus non risparmiano nemmeno la retroguardia e la porta. Tra i pali, il destino di Michele Di Gregorio appare ormai segnato. A nulla sono servite le scuse presentate dal portiere al resto dello spogliatoio dopo le pesanti dichiarazioni ed estermazioni pubbliche del suo procuratore: l’ex Monza è in uscita. Nonostante la sua preferenza sia quella di rimanere a Torino per giocarsi il posto da vice, la dirigenza sta attivamente setacciando il mercato internazionale per trovargli una sistemazione alternativa.
In difesa, la posizione di Federico Gatti resta in bilico e fortemente legata alle dinamiche di mercato del compagno di reparto Gleison Bremer. Il centrale azzurro non ha un rapporto incrinato con Spalletti, ma accetterà di restare alla Juventus soltanto se avrà la certezza di una maglia da titolare; in caso contrario, preferirà salutare Torino per evitare un’annata da comprimario. Traballa vistosamente anche Lloyd Kelly: con gli imminenti arrivi di Tarik Muharemovic e Jhon Lucumí, lo spazio per i difensori mancini si riduce drasticamente, e l’elevato costo stagionale del calciatore spinge la società a valutare le offerte dei club di Premier. Infine, bocciatura definitiva per Juan Cabal: l’ex laterale del Verona non rientra nei piani tecnici di Spalletti e, dopo alcuni sondaggi esplorativi con club spagnoli rimasti finora lettera morta, attende la proposta giusta per lasciare Torino, presumibilmente attraverso una formula diversa dalla cessione definitiva.