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Conferenza Sarri oggi: “Ho un grosso dubbio. Pjanic darà tutto, su Arthur…”

Conferenza Sarri – Maurizio Sarri parla in conferenza stampa alla viglia del match di campionato contro il Genoa, valido per la 29a giornata di Serie A. Segui le sue parole in diretta su Ilbianconero.com:  

Conferenza Sarri

“Non abbiamo ancora deciso se giocherà col Genoa, ma il giorno del record arriverà e arriverà in questa stagione, ha 48 partite ancora a disposizione penso che il giorno arriverà in questa stagione. Per domani non abbiamo ancora deciso, i programmi iniziali con i portieri stanno un po’ cambiando in base alle sensazioni di Claudio Filippi. Sinceramente non abbiamo deciso ancora”

GENOA – “Non penso sia solo la Juve, giocare a Genova contro il Genoa è difficile per tutti. E’ una squadra che nelle partite casalinghe negli ultimi anni ha fatto bene, è difficile giocare là, la partita è complicata come lo sono sempre in questa parte di stagione le partite in trasferta contro squadre che lottano per la salvezza. Dobbiamo avere la consapevolezza della difficoltà della partita. Non possiamo aspettarci niente di diverso. Credo che i ragazzi ne siamo molto consapevoli e da questo dobbiamo costruire le basi, se ci aspettiamo qualcosa di semplice siamo sulla strada sbagliata”.

FORMAZIONE – “Qualche..hai detto bene. In questo momento numericamente non possiamo permetterci di alternare più di 2-3 giocatori. Nell’ultima partita avevamo in convocazione 14 giocatori da campo, 3 portieri e 3 under 23. Non abbiamo tante variabili. Tra quei 14 c’erano due giocatori che avevano fatto 3 allenamenti. Ad ora possiamo pensare solo a 1-2 cambi, non vedo la possibilità di farne di più. Speriamo di recuperare qualcuno nei prossimi giorni ed avere più possibilità di scelta”.

FATTORE CAMPO – “Un po continua ad esserci, è vero che devi fare a meno della spinta del pubblico ma è altrettanto vero che puoi fare affidamento sulle tue piccole certezze che hai in casa. Il tuo spogliatoio, i tuoi punti di riferimento in campo. Piccole abitudini che danno sicurezze ai giocatori. Un po’ il fattore campo può incidere anche se meno rispetto a prima. Higuain? Sta meglio, l’unica incertezza è la tenuta su un minutaggio più elevato”.

PJANIC – “Ho risposto anche nei giorni scorsi, penso che se questo trasferimento sarà ufficializzato lui sarà contento perché va a finire la carriera in una grandissima squadra. Una carriera straordinaria, avrà giocato per Juve e Barcellona se va a buon fine. Il ragazzo può essere contento. Io sono sereno, è un ragazzo a cui piace giocare. E’ serio, intelligente, puoi parlarci di tutto. La possibilità che non dia il 101% delle sue possibilità in questi due mesi sinceramente non la vedo”.

ARTHUR – “C’è poco da commentare, sono ragazzi che per ancora due mesi dovranno giocare nelle rispettive squadre. E’ bene che si concentrino su cosa c’è da fare ora e non su cosa c’è da fare a settembre-ottobre visto che devono fare ancora molto nelle rispettive squadre. Non voglio parlare di mercato e acquisti. All’apertura del mercato mancano due mesi, alla chiusura tre e io devo giocare partite importanti. Se spendo energie mentali e nervose per il mercato la vedo difficile”. “

Tra l’altro è una cosa che non mi dà gusto, capisco che l’opinione pubblica, anche per colpa vostra, si sia abituata a parlare solo di mercato e quindi si è appassionata al mercato ma come dico sempre ai miei amici, se parliamo per 10 anni di calci d’angolo la gente al bar parla solo di calci d’angolo. Capisco che la gente si sia appassionata al mercato ma ritengo dovrebbe appassionarsi anche al calcio che è l’aspetto più importante. Quindi lasciamo perdere le valutazioni per il momento. Qualcuno dello staff studierà questo giocatore per avere le idee chiarissime quando arriverà, per il resto godiamoci Pjanic per questo finale di stagione”. 

FISICO – “Credo che dobbiamo ancora trovare il massimo della condizione fisica, vale per tutte le squadre. Forse ai giocatori non fa così male giocare così tanto come in un normale precampionato durante la preparazione. Però più passano le giornate e più può presentarsi il problema inverso: i giocatori andranno piano piano in condizione ma andranno ad accusare l’accumularsi della partite. Stiamo cambiando tutto, specialmente la gestione dei post-partita per recuperare il più velocemente possibile. E’ difficile anche parlare di allenamenti, quando giochi così spesso la possibilità di andare ad allenamenti impegnativi che ti danno la certezza di sapere se un giocatore ha recuperato completamente non c’è”.

“E’ tutto un lavorare di scarico e prepararsi alla partita successiva e anche la preparazione alla partita è meno accurata perché spesso la prepari solo in un allenamento visto che gli allenamenti precedenti sono tutti di recupero. C’è la novità dei 5 cambi, da maneggiare con cura. Ho visto spesso squadre e risultati stravolti con questi 5 cambi. Analizzando cosa è successo in Bundesliga prima che le 5 sostituzioni iniziassero da noi ho visto un dato che mi ha sorpreso: le 5 sostituzioni erano usate solo da club di terza fascia, i club di prima fascia ne utilizzano al massimo 4 o 3”.

“Forse cambiavano di più nell’undici iniziale e quindi avevamo meno bisogno di sostituzioni. Bisognerebbe entrare più profondamente a questi numeri. E’ un’esperienza nuova, quindi a rischio cazzata, come tutte le cose su cui non abbiamo un vissuto, fare un errore diventa estremamente facile. Ma è anche stimolante, se ne usciamo vivi abbiamo qualche conoscenza in più dopo da sfruttare negli anni successivi, questo sicuramente”.

BENTANCUR – “L’ho visto crescere velocemente, è ancora più forte di quello che mi aspettavo e mi pare abbia messo condizione e personalità, fa parte del percorso. Ora inizia ad avere 22-23 anni, più partite ed esperienza addosso, sta tirando fuori più personalità, può sorprenderci ancora in futuro perché per me ha ancora margini. Sono contentissimo di lui. Ramsey sta meglio”.

“L’ultimo ingresso ho visto qualcosa di meglio rispetto a Bologna, più vivo e frizzante, ma anche su di lui, visti i pochi allenamenti con la squadra, c’è l’incognita minutaggio. C’è da considerarlo se è meglio spararlo per 30 minuti alla fine quando si abbassano i ritmi o per 50-60 minuti nella parte iniziale. Sembra che abbia preso la strada giusta. Benta ha fatto tre giorni di scarico attivo, senza dolore, sembra sia stato più un crampo che un problema”.

ATTACCO – “Dybala e Ronaldo? Penso che possono anche giocare, il problema si proporrà tra 2-3 partite. Non credo che in questo momento ci sia problema di sovraccarico per i motivi di cui abbiamo parlato prima ma alla lunga il recupero di Higuain anche per spezzoni lunghi di partita è indispensabile”.

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fonte: ilbianconero.com

Questo post è stato pubblicato il 29 Giugno 2020 21:47

Roberto Ferrero

Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Ho la fortuna di seguire il calcio per lavoro ma è la mia più grande passione. La mentalità sportiva con la quale sono cresciuto mi facilita il compito di giornalista imparziale. La mia seconda passione sono i motori. Leggo, studio e seguo corsi di aggiornamenti per giornalisti e tecnici dell'informazione.

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