Tensione Allegri, è successo negli spogliatoi dopo Juve Inter

Tensione Allegri – Un po’ lo sfogo. Un po’ perché ci credeva. L’ammissione è stata candida in conferenza post: “Se pure avevamo una sola occasione di vincere lo scudetto, questa sera è svanita”. Per carità, “ai ragazzi non si può dire nulla” perché la prestazione è arrivata, ma qualcosa lui, Max Allegri, gliel’ha detta comunque.

In una notte per cuori forti, il suo batteva decisamente a più giri rispetto a tutti gli altri: si è visto sin dall’inizio, era una partita che sentiva particolarmente. 

Tensione Allegri, caos negli spogliatoi dopo Juve Inter

TENSIONE ALTA – E quando Allegri sente la partita, è un continuo girovagare attorno all’area tratteggiata di bordocampo: va indietro, avanti, borbotta con Landucci, prova a capire la partita e indica ‘calma’. Non è un cameo: è un’entrata di scena dirompente, a tratti anche prepotente. Come l’attimo in cui, dopo il parapiglia sul rigore, senza avere neanche un contatto visivo, si sfoga lanciando il cappotto, in un impeto che in realtà l’aveva accompagnato per tutta la gara, che andava esclusivamente sfogato nel momento clou. 

Quel rigore, il secondo, l’ha vissuto con le mani in tasca e l’atteggiamento di chi sapeva come sarebbe andato a vedere. Del resto, lui è fatalista praticante: la serata era nata storta con Locatelli e continuava allo stesso modo con gli errori di misura dei suoi calciatori, Chiellini e Morata su tutti. 

IL BATTIBECCO CON INZAGHI – A ogni confronto – caldo – con il quarto uomo, anche Inzaghi continuava a lamentarsi per l’atteggiamento irruento della Juventus. Chiedeva sanzioni. Chiedeva fischi. Chiedeva di addormentare la partita e di non permettere ad alcuni giocatori di perpetrare alcune “sceneggiate” che al tecnico nerazzurro proprio non sono piaciute.

La tensione si è tagliata con un incrocio di sguardi tra i due tecnici, di fatto già a fine primo tempo; nella ripresa, un po’ di parole sono volate, a distanza, con rispetto, ma nella piena presa delle proprie posizioni cementate al momento dei due calci di rigore. Poi Allegri si è concentrato sui cambi: ha messo Kean, Arthur, Bernardeschi. 

Per uno di loro, a fine partita, è arrivato un forte rimprovero. Perché “ai ragazzi non si può dire nulla”, ma lui qualcosina dalle scarpe consumate dai chilometri di bordocampo doveva pur toglierselo. Il motivo? Credeva ancora allo scudetto, come da candida ammissione.

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fonte: ilbianconero.com

Leonardo Costahttps://www.calcioj.com
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Dopo varie esperienze lavorative nell'ambito giornalistico, mi sono specializzato in quello sportivo e in particolare con il portale Calcioj.com. Da sempre pratico sport con una passione particolare per il calcio e la bici. Occhio sempre vigile sull'evoluzione dell'informazione.

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