Orgoglio Vlahovic: valuta il ritorno alla Juve ma una cosa lo frena

Il futuro dell’attacco bianconero ruota attorno a un complicato nodo di mercato e, soprattutto, a una forte componente legata all’amor proprio. La pianificazione del reparto offensivo della Juventus deve necessariamente confrontarsi con la gestione di Dusan Vlahovic. Per l’allenatore Luciano Spalletti, la punta serba non è mai stata una seconda scelta; al contrario, il tecnico toscano lo ha costantemente posizionato in cima alla lista delle sue preferenze per guidare il reparto avanzato, una convinzione rafforzata anche dalla scarsità di alternative valide offerte dall’attuale panorama internazionale dei bomber.

Eppure, nonostante la stima tecnica e i contatti avviati, la strada che potrebbe riportare il centravanti a Torino è bloccata da un ostacolo psicologico ed economico non indifferente: l’orgoglio del giocatore stesso. Il calciatore si trova attualmente davanti a un bivio importante. Da un lato c’è il forte corteggiamento da parte del Besiktas che ha messo sul tavolo una proposta finanziaria decisamente allettante e ricca da oltre 8 milioni di euro ma la destinazione turca non scalda il cuore del centravanti, conscio di meritare palcoscenici di ben altro spessore. E questa mancanza di opzioni alternati, stimolanti nei principali tornei europei, lo sta spingendo a valutare seriamente l’ipotesi di una retromarcia bianconera come conferma La Repubblica.

Calciomercato Juve, Vlahovic valuta il ritorno ma…

Calciomercato Juve, retroscena Vlahovic
Calciomercato Juve, retroscena Vlahovic

Ed è proprio qui subentra il vero freno alla trattativa. Decidere di riallacciare i rapporti con la dirigenza torinese equivarrebbe, per Vlahovic, a incassare un duro colpo alla propria immagine e alle proprie ambizioni finanziarie. Tornare sui propri passi significherebbe di fatto arrendersi alle condizioni dettate dal club, accettando una proposta economica notevolmente inferiore rispetto a quelle che erano le sue richieste iniziali ma comunque pari a 6 milioni di euro che non sono certamente pochi. Il giocatore però vivrebbe, soprattutto dopo quanto accaduto, un tale passo indietro come una parziale capitolazione personale, soprattutto per la consapevolezza di non essere riuscito a trovare un top club europeo pronto a soddisfare le sue pretese.

E tutto questo lascia il serbo in una situazione di forte incertezza come si legge sempre sul quotidiano. La Juventus, dal canto suo, si muove invece forte di una ritrovata solidità interna. La nuova coppia dirigenziale formata da Giovanni Carnevali e Ricky Massara ha portato stabilità all’ambiente, inaugurando un clima di totale intesa con Spalletti, con uno scenario ben diverso rispetto alle frizioni e alle distanze che avevano caratterizzato i rapporti con la precedente gestione legata a Damien Comolli. Questa compattezza societaria permette al club di gestire la situazione senza ansie, lasciando l’intera responsabilità della decisione sulle spalle del serbo.

Come noto, il tecnico juventino ha affrontato la questione Vlahovic anche pubblicamente aprendo la porta della Continassa ma confermando la linea di assoluto rigore economico sposata dalla società. Spalletti ha usato parole chiare per descrivere lo stato delle cose, spiegando che se dal punto di vista tattico i dubbi sono azzerati, le questioni di bilancio non spettano a lui. La dirigenza mantiene un atteggiamento disponibile ma fermo: le stanze del club sono virtualmente pronte a riaprirsi, ma spetta soltanto al calciatore fare la prima mossa, accettando i parametri bianconeri. Fino a quando Vlahovic non deciderà di superare l’ostacolo del proprio orgoglio, suonando quel famoso campanello, la trattativa resterà congelata fino a scogliersi completamente.