Perché la zebra è il simbolo Juventus (sostituendo il toro)

La storia che lega la Juventus alla zebra è una delle più affascinanti del calcio italiano ma, come noto nel mondo bianconero e non solo, prima che questo elegantissimo animale diventasse il simbolo indiscusso del club ce n’era un altro a rappresentare la squadra. Nelle primissime fasi della sua storia, l’animale associato ufficialmente al club è stato il toro rampante. Questo legame nasce per motivi puramente geografici e di appartenenza: il toro è infatti il simbolo araldico della città di Torino. E fin dai primi stemmi del Novecento, i fondatori bianconeri inserirono la silhouette del toro all’interno dello scudo societario proprio per sottolineare le radici torinesi della squadra. Questo legame non si è mai del tutto spezzato, tanto che il toro è rimasto inserito nei loghi ufficiali della Juventus per oltre un secolo, fino al radicale restyling minimalista avvenuto nel 2017.

Perché la zebra diventa il simbolo della Juventus: il tocco di Carlo Bergoglio

La transizione dal toro alla zebra avviene negli anni Venti del Novecento e la colpa (o il merito) è del giornalismo sportivo dell’epoca. A quei tempi, i quotidiani stavano iniziando ad associare degli animali-mascotte alle varie squadre di calcio per rendere i racconti delle partite più colorati e immediati. L’inventore della zebra juventina fu Carlo Bergoglio (noto con lo pseudonimo di “Carlin”), celebre giornalista, scrittore e caricaturista del Guerin Meschino.

Nel 1928, Carlin decise di ridisegnare la mappa dei simboli del calcio italiano. Trovava che il toro fosse un simbolo troppo istituzionale e, soprattutto, già fortemente conteso con l’altra squadra cittadina (il Torino, nato nel 1906). Guardando le maglie della Juventus, optò per un’associazione visiva immediata:

  • La zebra venne scelta per via delle sue naturali strisce bianche e nere, che ricalcavano perfettamente la divisa che la Juve indossava ormai dal 1903.
  • Oltre all’aspetto cromatico, la zebra rappresentava un animale nobile, fiero, veloce e stiloso, caratteristiche che si sposavano benissimo con l’idea di eleganza che il club bianconero voleva trasmettere.

Il logo Juve (fallito) con la zebra

Il simbolo della zebra piacque così tanto a tifosi e società che, nel corso degli anni, divenne la mascotte ufficiale. Ci fu un periodo in cui la Juventus decise persino di portarla all’estremo: tra il 1979 e il 1989, il club adottò un famosissimo logo fortemente futuristico per l’epoca, che raffigurava proprio la silhouette di una zebra rampante formata da linee diagonali bianche e nere (completata da una stella d’oro). Negli anni Novanta, poi, la Juventus decise poi di tornare al classico scudo ovale ripristinando il toro della tradizione torinese, ma ormai per tutti i tifosi del mondo il club era diventato, e rimarrà per sempre, quello dei “Zebre”.