Arrivato a Torino accompagnato da una buona dose di perplessità per via degli infortuni patiti nell’ultimo periodo al Milan, Pierre Kalulu ha invece impiegato pochissimo tempo a spazzare via ogni dubbio. Il difensore francese si è imposto con autorevolezza, diventando in breve tempo un elemento imprescindibile per la retroguardia della Juventus grazie a prestazioni di altissimo livello e a una continuità di rendimento straordinaria soprattutto con Luciano Spalletti.
Kalulu: dall’apprendistato a Lione alla Serie A
Il percorso calcistico di Kalulu si sviluppa inizialmente nel prestigioso vivaio dell’Olympique Lione, club in cui milita per ben otto anni prima di passare alla formazione riserve. Pur respirando l’aria della prima squadra, non riesce mai a fare l’esordio ufficiale sul terreno di gioco. La svolta arriva nell’estate del 2020: a vent’anni decide di rifiutare il prolungamento con i francesi per accettare la chiamata del Milan.
In Italia brucia rapidamente le tappe. Debutta in campo europeo contro lo Sparta Praga e pochissimi giorni dopo bagna l’esordio in Serie A trovando persino la via del gol contro il Genoa nella sua prima gara da titolare. Sfruttando le assenze nel reparto arretrato, convince Stefano Pioli a dargli piena fiducia, superando nelle gerarchie elementi più esperti e diventando un pilastro fondamentale per la conquista dello Scudetto nel 2022. Dopo un’altra annata da protagonista, il campionato 2023-2024 si rivela però sfortunato, complice un grave infortunio al tendine del retto femorale sinistro che ne limita drasticamente l’impiego.
Kalulu: la rinascita alla Juventus e l’esordio con la Francia
Nell’agosto del 2024, la Juventus fiuta l’affare e lo preleva in prestito oneroso per poco più di 3 milioni di euro. Sotto la Mole il francese rinasce totalmente, garantendo solidità e duttilità tattica. Trova gol pesanti come quello del pareggio contro l’Atalanta e, grazie a un impatto devastante, convince la dirigenza piemontese a riscattarlo a titolo definitivo con un investimento da 14,3 milioni di euro, blindandolo con un accordo a lungo termine. Anche in questa stagione Kalulu ha continuato a rivelarsi decisivo, firmando reti pesantissime tra cui il pareggio in extremis contro la Lazio e la marcatura nella trasferta di Pisa.
Questo straordinario livello di prestazioni non è passato inosservato agli occhi del commissario tecnico Didier Deschamps, che gli ha regalato la prima convocazione ufficiale nella nazionale maggiore francese in occasione delle finali di Nations League, facendolo debuttare da titolare nella semifinale contro la Spagna.
Kalulu, Francia-Italia del 2006 e altre curiosità
Dietro la figura del calciatore si nasconde una storia familiare affascinante. I genitori di Pierre si sono conosciuti in Congo, dove il padre esercitava la professione di insegnante di storia. Prima di stabilirsi definitivamente in Francia negli anni Novanta, la coppia ha vissuto per un periodo in Marocco.
C’è un ricordo d’infanzia assai curioso che unisce Kalulu all’Italia fin da tempi non sospetti. Nel luglio del 2006, durante la storica finale dei Mondiali di Berlino che vide trionfare gli azzurri proprio ai danni della Francia, Pierre aveva soltanto sei anni. Il difensore ricorda perfettamente che si trovava a casa dei cugini in una grande riunione familiare: quella fu in assoluto la prima partita di calcio che seguì dal primo all’ultimo minuto. Nonostante la grande amarezza vissuta dai parenti per la sconfitta, fu proprio la forte scarica di emozioni e la tensione percepita in quella stanza a fargli scattare la scintilla e l’amore per questo sport, spingendolo a intraprendere la carriera da calciatore.
Le passioni di Kalulu fuori dal campo
Lontano dai campi di gioco, il difensore bianconero manifesta un grandissimo interesse per il mondo della moda. Questo forte senso estetico deriva in parte dalle sue origini e dalla “Sape”, la celebre corrente culturale congolese incentrata sull’eleganza del vestire, anche se Pierre preferisce interpretarla in chiave più sobria e moderna, strizzando l’occhio a capi più comodi e vicini alla cultura urbana. Ama l’autenticità dei negozi fisici e apprezza molto le boutique delle grandi capitali dello stile.
Nel tempo libero adora ascoltare musica, rilassarsi con i videogiochi e le serie TV, ma non disdegna i viaggi all’insegna dell’avventura, divertendosi con gli amici a bordo di quad o jet ski. Ha sviluppato un feeling eccezionale con la cucina italiana, tanto che il suo piatto preferito è diventato il risotto con gli scampi. Ha imparato la lingua in tempi record e ha accolto con il sorriso il soprannome “Pierino” datogli dai tifosi, scherzandoci su: «A me piace molto, a mia madre non lo so…».
Quanto guadagna Kalulu alla Juventus
Al momento del riscatto definitivo dal Milan, Pierre Kalulu ha sottoscritto con la Juventus un contratto valido fino al 30 giugno 2029, con un ingaggio di partenza pari a 2,5 milioni di euro netti a stagione più bonus. Tuttavia, le sue prestazioni monumentali e il suo nuovo status all’interno dello spogliatoio hanno già spinto la dirigenza bianconera ad avviare i primi contatti con il suo entourage per un prolungamento. L’obiettivo del club è quello di blindare ulteriormente il difensore della Juventus per allontanare le lusinghe dei top club europei, adeguando ulteriormente lo stipendio.