L’urna di Nyon ha delineato il quadro delle sfide che attendono la Juventus nella nuova avventura continentale in Europa League. Archiviata la profonda amarezza patita nelle battute conclusive del passato campionato, con il pass per la Champions League sfuggito per un soffio e la conseguente “retrocessione” nella seconda competizione europea, la squadra bianconera conosce ora il cammino da intraprendere. Inserita nella prima fase del torneo a girone unico, la Vecchia Signora affronterà un pacchetto di otto avversarie di livello chiamate a testare la tenuta e le ambizioni di rilancio del gruppo torinese.
- Juve-Real Sociedad
- AZ Alkmaar-Juve
- Juve-Rennes
- Ferencvaros-Juve
- Juve-Omonia Nicosia
- Celta Vigo-Juve
- Juve-Nec Nijmegen
- Hapoel Beer-Sheva-Juve
Sorteggio Europa League: ecco l’incasso per la Juventus
Ancora prima che il pallone cominci a rotolare sul terreno di gioco e che la squadra scenda in campo per i primi novanta minuti continentali, la sola presenza nel tabellone principale garantisce un importante respiro finanziario alle casse bianconere. Il gettone di presenza iniziale riconosciuto dalla UEFA, combinato alle prime quote attribuite in base al ranking e al posizionamento storico, assicura alla società piemontese un incasso di partenza vicino ai 15 milioni di euro.
A questa dote minima garantita si andranno ad aggiungere partita dopo partita tutti i premi legati al rendimento sul campo nella prima fase a girone unico. Senza dimenticare l’apporto economico derivante dai botteghini dell’Allianz Stadium per le quattro sfide interne, un fattore pronto a generare un prezioso surplus ai ricavi complessivi.
Se il cammino europeo dovesse rivelarsi perfetto, caratterizzato da un ruolino di marcia vincente nella fase iniziale fino all’apoteosi nella finalissima del torneo, il tesoretto versato dalla UEFA raggiungerebbe cifre di primissimo piano. Un eventuale trionfo permetterebbe alla Juventus di superare ampiamente la quota dei 40 milioni di euro totali, conteggiando esclusivamente i bonus di rendimento ed i premi legati al superamento dei vari turni eliminatori, escludendo quindi la quota del market pool e gli incassi da stadio.
Conquistare il trofeo non rappresenterebbe soltanto una prestigiosa aggiunta alla bacheca societaria, ma trasformerebbe la competizione in una miniera d’oro sotto il profilo contabile, con ogni passaggio del turno dai playoff fino alla semifinale in grado di monetizzare al massimo lo sforzo profuso. Un incentivo economico formidabile che si affianca al desiderio di riscatto sportivo di una squadra determinata a riaffermare la propria statura sul palcoscenico internazionale.