Il calciomercato sa essere spietato e spesso le vecchie ruggini tra i club finiscono per condizionare le trattative del presente. È esattamente lo scenario che si sta delineando sull’asse tra Torino e Parigi, dove la trattativa per il trasferimento di Randal Kolo Muani alla Juventus si è improvvisamente trasformata in una faticosa guerra di nervi e di logoramento. Quella che doveva essere un’operazione fluida, forte del totale gradimento del calciatore francese che spinge per vestire la maglia bianconera, sta incontrando un ostacolo durissimo nel muro eretto dal Paris Saint-Germain.
La Gazzetta dello Sport di oggi parla di una possibile “vendetta” diplomatica da parte dei parigini. Il club francese non sembra aver ancora digerito lo sgarbo subito esattamente un anno fa, in pieno agosto, quando la Juventus dopo una lunghissima trattativa piazzò un blitz improvviso chiudendo per Loise Openda. Oggi, la dirigenza dello sceicco restituisce lo sgambetto, bloccando l’attaccante e non concedendo la minima facilitazione economica alla sponda juventina.
Calciomercato Juve, perché Kolo Muani non si sblocca

Dal punto di vista prettamente numerico, la distanza tra la domanda e l’offerta resta importante. Il Paris Saint-Germain ha messo Kolo Muani ai margini del progetto tecnico guidato da Luis Enrique, ma nonostante l’esclusione dai piani futuri non ha alcuna intenzione di fare sconti sul prezzo del cartellino, fissato rigidamente a 50 milioni di euro. Dall’altra parte, l’amministratore delegato bianconero Giovanni Carnevali ha provato a forzare la mano spingendosi fino a una proposta complessiva di 38 milioni di euro.
Alla Continassa non intendono – e non possono – andare oltre la soglia psicologica dei 40 milioni di euro. Il motivo è strettamente legato a un effetto domino finanziario interno al mercato della Juventus. La dirigenza si trova a gestire due binari paralleli e strettamente interconnessi: più risorse verranno investite per blindare la porta con il primo obiettivo Emiliano Martínez, minori saranno i margini di manovra da riversare sul grande colpo in attacco. Questo vincolo di bilancio stringente obbliga la Juventus a negoziare a oltranza con i francesi, sperando che il passare dei giorni possa ammorbidire le pretese del PSG.
Spalletti perplesso dal mercato Juve

Questo stallo prolungato sta creando non pochi grattacapi a Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, atteso alla prova del riscatto sulla panchina bianconera, si è riunito in un vertice d’urgenza con Carnevali e con il nuovo direttore dell’area tecnica Frederic Massara per fare il punto della situazione. L’allenatore sperava vivamente di poter iniziare il ritiro estivo avendo già a disposizione sia il portiere titolare che il nuovo numero nove, così da poter impostare i meccanismi tattici fin dal primo giorno di scuola.
A sole settantadue ore dal suono della campanella che darà il via ufficiale al raduno della Continassa, Spalletti si ritrova invece con una squadra ancora a metà dell’opera, rimasta identica a quella della passata stagione. Le uniche novità a livello di volti nuovi saranno rappresentate dal giovanissimo diciannovenne Jeff Ekhator, un profilo di prospettiva ma certamente non l’innesto d’esperienza che serve per colmare le lacune di un attacco apparso spuntato nell’ultima annata a causa del rendimento insufficiente di Jonathan David e Loïs Openda.