Se da una parte La Gazzetta dello Sport conferma Guglielmo Vicario come nuovo portiere Juventus, dall’altra dal Corriere dello Sport oggi in edicola arriva una versione leggermente differente. Secondo il quotidiano, infatti, le perplessità di Luciano Spalletti sulle caratteristiche tecniche di Vicario starebbero rallentando la chiusura dell’operazione tra la Juventus e il Tottenham. La dirigenza torinese aveva riaperto con decisione il canale con gli Spurs per ottenere il prestito dell’estremo difensore azzurro, pronto a rientrare in Italia dopo aver dato la sua totale disponibilità.
Tuttavia – come appunto si legge sul giornale – le riserve tattiche del mister toscano, che ha sempre preferito un profilo differente per impostare il gioco dal basso, avrebbero spinto i dirigenti a vagliare nuove opportunità sul mercato internazionale per la custodia dei pali bianconeri. Così in questo scenario di incertezza, la società sta valutando alternative d’esperienza in extremis che possano integrarsi immediatamente negli schemi dell’allenatore senza intaccare i piani finanziari futuri.
Calciomercato Juve, spunta Juan Musso per la porta
Tra i profili monitorati con maggiore attenzione è emerso il nome di Juan Musso dell’Atletico Madrid, per il quale la società piemontese ha già effettuato un primo sondaggio esplorativo. L’estremo difensore argentino si rivelerebbe una soluzione particolarmente gradita al tecnico di Certaldo per via della sua profonda conoscenza del campionato italiano, del suo carisma e dell’immediata affidabilità garantita in campo.
Parallelamente restano attivi i contatti per Anatolij Trubin, anche se le pretese del Benfica rappresenta un ostacolo non da poco: il club portoghese spinge per un trasferimento a titolo definitivo, mentre la strategia bianconera resta ancorata a una formula a titolo temporaneo con opzione di riscatto, pensata per mantenere le risorse economiche pronte in vista della scadenza contrattuale di Alisson nel 2027.
Suzuki-Juventus, affare bloccato: i motivi
A complicare i piani dell’area sportiva è stato l’improvviso stop arrivato da Parigi per Zion Suzuki. Il dietrofront del Paris Saint-Germain ha spiazzato il management torinese, giunto a un passo dalla stretta di mano finale dopo il lavoro diplomatico condotto da Giovanni Carnevali e Frederic Massara e l’intesa già definita con il Parma sulla base di 30 milioni di euro più bonus.
All’origine della frenata c’è la ferma volontà di Luis Enrique di testare il portiere giapponese nelle sedute di allenamento parigine, usandolo come elemento di pressione nei confronti di Chevalier. Di fronte alla richiesta di tempo avanzata dalla società francese, la dirigenza italiana ha preferito guardarsi attorno, mossa dalla necessità di consegnare al più presto a Spalletti la nuova guida per la difesa prima dei primi impegni ufficiali della stagione.