Vlahovic irrita anche il Besiktas: ecco quale squadra sogna (e aspetta) 

Il futuro di Dusan Vlahovic continua a essere uno dei rebus più intricati di questa sessione di calciomercato. Il centravanti serbo si trova attualmente in una sorta di limbo professionale, stretto tra offerte multimilionarie che non lo convincono del tutto e il desiderio profondo di calcare palcoscenici di primissimo piano. Questa situazione di stallo, tuttavia, sta iniziando a creare forti malumori e non solo sul fronte Juventus. Come riferisce TuttoSport oggi in edicola, il comportamento del calciatore sta suscitando profonda irritazione nei vertici del Besiktas.

Il club turco ha infatti da tempo rotto gli indugi presentando una proposta economica faraonica da ben 8 milioni di euro netti a stagione. Nonostante la portata dell’offerta, Vlahovic sta temporeggiando vistosamente, un tentennamento che la dirigenza di Istanbul fatica ormai a tollerare. Il motivo di questa attesa è legato appunto alle ambizioni del giocatore, che punta esclusivamente a un campionato europeo di prima fascia. In cuor suo, come svela sempre il quotidiano, l’attaccante cova il grande sogno di ricevere una chiamata dal Barcellona. I blaugrana restano la sua massima aspirazione, ma dalla Catalogna, al momento, tutto tace e nessun dirigente si è fatto vivo.

Calciomercato Juventus, ultime sul possibile ritorno di Vlahovic

Calciomercato Juve, novità Vlahovic
Calciomercato Juve, ultime sul ritorno di Vlahovic

E mentre non sono mai decollate le altre piste relative al Bayern Monaco e all’Atlético Madrid su cui anche contava, non sono giunti segnali concreti né da Napoli né dall’Inter in Serie A e coi nerazzurri in particolare che sembrano intenzionati a confermare in blocco l’attuale reparto offensivo.

In questo scenario di attesa, la pista che porterebbe a un clamoroso ritorno alla Juventus resta sullo sfondo, ma solo a patto che vengano rispettati rigidi parametri finanziari. Giovanni Carnevali e Ricky Massara non hanno chiuso le porte al serbo, ma hanno stabilito paletti invalicabili per tutelare la stabilità dello spogliatoio e l’equilibrio dei bilanci societari.

La dirigenza bianconera è stata categorica sulle cifre:

  • Nessuna concessione sui 8 milioni di ingaggio annuo inizialmente richiesti dal giocatore.
  • Stop assoluto alle pesanti commissioni pretese dal padre del calciatore, Milos.
  • Apertura alla trattativa solo sulla base di un accordo biennale da circa 6,5 milioni di euro a stagione.

Alla Continassa ci si aspetta un passo indietro netto da parte del centravanti, che dovrebbe ridimensionare drasticamente le pretese economiche avanzate a Damien Comolli prima della rottura definitiva. La Juventus sa di trovarsi in una posizione di forza contrattuale, ma è altrettanto consapevole delle enormi difficoltà che comporta l’acquisto di un nuovo bomber di livello internazionale. Le piste alternative che portano a Randal Kolo Muani del PSG, così come gli obiettivi Alexander Sorloth, Folarin Balogun e lo stesso Mateo Pellegrino del Parma, presentano costi proibitivi e valutazioni fuori mercato. Un Vlahovic bis, alle giuste condizioni finanziarie, risolverebbe molti problemi tattici.

Ritorno Vlahovic: la vera posizione di Spalletti e della Juve

Dal punto di vista prettamente sportivo, l’eventuale rientro alla base del serbo godrebbe del totale ed entusiasta benestare di Luciano Spalletti. Il tecnico toscano nutre una profonda e sincera considerazione per Vlahović, sia come atleta sia sotto il profilo umano, e lo riaccoglierebbe a Torino domani stesso come ha lasciato intendere anche in conferenza stampa. Tuttavia l’allenatore ha voluto fare fronte comune con la società, lanciando un messaggio chiarissimo nelle ultime ore.

Vlahovic spera probabilmente di essere richiamato e quasi “pregato” di tornare, ma la Juventus non intende fare passi formali per una questione di principio. Spalletti ha delineato perfettamente i confini dei ruoli con una metafora calcistica, chiarendo che le sue opinioni sono puramente tecniche e che la palla passa ora al giocatore, il quale sa perfettamente come la pensa il tecnico. Gli uffici della dirigenza alla Continassa restano accessibili, ma per avviare qualsiasi discorso il calciatore dovrà muoversi in prima persona e, idealmente, “citofonare” alla porta del club. Se questo segnale non dovesse essere colto, la Juventus volterà definitivamente pagina.