Dinamicissimo, duttile ed eclettico: Weston McKennie è diventato un punto fermo della Juventus in questi anni nonché elemento prezioso tra vari allenatori. Arrivato a Torino inizialmente come una scommessa esotica come anche primo statunitense della storia bianconera, il centrocampista texano ha saputo conquistare l’ambiente juventino a suon di gol pesanti, inserimenti fulminei e uno spirito di sacrificio non comune.
La carriera di McKennie: dal Texas alla Juventus
Nato nello stato di Washington il 28 agosto 1998, Weston cresce seguendo i frequenti spostamenti della famiglia a causa della carriera militare del padre. Tra i sei e i nove anni vive in Germania, a Kaiserslautern, muovendo i primi passi nel calcio prima di rientrare a Little Elm, in Texas. Dopo aver fatto la trafila nell’FC Dallas, nel 2016 rifiuta il rinnovo per volare in Bundesliga allo Schalke 04. In quattro stagioni a Gelsenkirchen colleziona quasi 100 presenze, debuttando in Champions League e mettendosi in mostra come uno dei migliori prospetti del campionato tedesco.
Nell’estate del 2020 la Juventus lo preleva in prestito. L’impatto con Andrea Pirlo in panchina è devastante: segna nel derby contro il Torino, realizza uno splendido gol in sforbiciata al Camp Nou contro il Barcellona e decide la classica di San Siro contro il Milan (3-1). Diventa rapidamente il miglior marcatore statunitense della storia della Serie A e si guadagna il riscatto del cartellino per 18,5 milioni di euro.
Dopo una seconda stagione frenata dalla frattura del metatarso e un prestito semestrale opaco in Premier League al Leeds Utd nel 2023, McKennie torna a Torino nell’estate successiva. Inizialmente inserito nella lista degli esuberi, ribalta completamente le gerarchie grazie alle indisponibilità del reparto: viene riadattato come esterno di fascia e si riscopre titolarissimo ed elemento insostituibile, tagliando anche il prestigioso traguardo delle 100 presenze in maglia bianconera.
Per quanto riguarda la nazionale, oggi pilastro e capitano degli Stati Uniti, debutta nel 2017 segnando subito al Portogallo. Nel 2019 firma la tripletta più veloce nella storia della selezione USA (in soli 13 minuti contro Cuba) e nel 2021 trascina i suoi alla vittoria della CONCACAF Nations League, venendo eletto miglior giocatore del torneo, prima di prendere parte da protagonista al Mondiale 2022 in Qatar.
Quanto guadagna alla Juventus: stipendio e scadenza
Il grande rendimento sul campo e la ritrovata centralità nel progetto bianconero sono stati premiati dalla dirigenza della Continassa. McKennie ha blindato il proprio futuro a Torino firmando un lungo rinnovo di contratto:
- Stipendio: 4 milioni di euro netti a stagione.
- Scadenza del contratto: 30 giugno 2030.
Un investimento a lungo termine che testimonia la totale fiducia della società nei confronti del jolly texano.
Curiosità McKennie: da Harry Potter alla cucina italiana
McKennie non ha mai nascosto la sua grandissima passione per la saga cinematografica e letteraria di J.K. Rowling. Oltre a esultare mimando il lancio di un incantesimo con una bacchetta immaginaria, ha confessato: “Ho una saetta tatuata sul dito, riferita alla cicatrice a forma di fulmine che Harry Potter ha sulla fronte. Quando esulto faccio finta di avere in mano una bacchetta”.
L’incredibile etica del lavoro di Weston deriva direttamente dal padre, un marine che ha prestato servizio presso la base NATO di Ramstein. Crescendo in Texas, McKennie ha praticato contemporaneamente sia il soccer che il football americano. Aveva tutte le carte in regola per diventare un giocatore di football professionista, ma alla fine ha scelto il calcio e l’Europa.
Il centrocampista, inoltre, si è sempre distinto per la forte personalità e l’attivismo. Il 30 maggio 2020, durante un match tra Schalke 04 e Werder Brema, ha attirato l’attenzione indossando una fascia al braccio con la scritta “Giustizia per George Floyd”, il ragazzo ucciso dalla polizia a Minneapolis. “Sentivo che era una mia responsabilità e un mio dovere, soprattutto essendo americano. Questo è un problema che va avanti da troppo tempo”, spiegò con grande maturità.
Meno apprezzato però sul fronte cucina italiana. In un’intervista ha espresso un parere del tutto singolare e controcorrente, lamentando una certa monotonia nei menu: “Non c’è molta varietà, è tutto un pasta-pizza-pesce e carne. Il problema del cibo italiano è che è di ottima qualità, davvero fantastico e ci sono delle pietanze specifiche che sapete preparare molto bene. Ma in America se mangio un hamburger in un posto e poi in un altro a 10 minuti di distanza, il gusto è diverso”. I tifosi Juve, per gol pesanti e professionalità, lo hanno perdonato facendo finta di non aver sentito.