Cessione Cabal e arrivo Tagliafico: perché è saltato tutto 

Le battute conclusive della sessione estiva hanno riservato una doccia fredda per la Juventus, poiché vede sfumare sul più bello l’incastro strategico ideato per rinnovare la corsia di sinistra. La complessa operazione sull’asse di mercato che avrebbe dovuto portare all’addio di Juan Cabal e al contestuale tesseramento di un nuovo interprete per la difesa si è conclusa con un fumata nera definitiva. Il mancato perfezionamento dei tassi d’uscita e d’entrata blocca le manovre della dirigenza sabauda proprio sulla linea del traguardo, costringendo lo staff tecnico di Luciano Spalletti a mantenere inalterato l’assetto del reparto arretrato in vista della prima parte di stagione.

A far saltare il banco è stata l’impossibilità di assicurarsi un sostituto all’altezza nel brevissimo periodo disponibile. Nonostante i sondaggi fitti condotti dai vertici della Continassa, le piste battute nelle ultime ore per Juan Miranda e soprattutto per Nicolás Tagliafico non hanno trovato il felice esito sperato. Per il terzino argentino la concorrenza internazionale ha fatto la differenza: l’esperto difensore ha preferito cedere alla corte dell’Atletico Madrid di Diego Simeone come svelato da SportMediaset, scegliendo di proseguire la propria carriera nella Liga spagnola.

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La mancata chiusura per il profilo in entrata ha avuto ripercussioni immediate sulla trattativa che avrebbe dovuto spalancare le porte della cessione a Cabal. Sulle tracce del difensore colombiano si era inserita con forte determinazione la Roma, spinta dalle espresse richieste del tecnico Gian Piero Gasperini, grande estimatore delle qualità dell’ex calciatore dell’Hellas Verona. La dirigenza torinese aveva fissato il prezzo per lasciar partire il classe 2001 attorno a una valutazione di 12 milioni di euro, una cifra ritenuta congrua per monetizzare la partenza del giocatore e finanziare l’operazione in entrata.

Tuttavia, con il canale per Tagliafico ormai definitivamente compromesso e in assenza di un’intesa ancora da trovare sia su cifre che formula, la società piemontese ha preferito frenare sul trasferimento del proprio tesserato verso la capitale. Trattenere Cabal diventa una scelta obbligata per evitare di lasciare sguarnita la fascia sinistra e garantire numericamente le rotazioni difensive. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di questo rush finale bollente, nonché il 10° acquisto di chiusura, ma sostanzoalmente, al netto di tutto e soprattutto delle premesse che c’erano, Spalletti si dirà comunque soddisfatto.

Sulla carta Cabalk ricoprirà il ruolo di alternativa diretta ad Andrea Cambiaso sul lato sinistro della difesa. Tuttavia il vero uomo a cui Spalletti farà affidamento in caso di necessità o in contesti di gara che richiedono maggiore accortezza difensiva e fisicità sarà Zeki Çelik, arrivato a parametro zero dopo l’esperienza alla Roma, non solo per fare il difensore centrale ma anche per agire sulle fasce in caso di necessità come ha fatto già nella Capitale.