David: “Alla Juve non hai tempo, la punta è sempre criticata” 

Indossare la casacca della Juventus comporta pressioni uniche e un livello d’esigenza spietato che non perdona i periodi d’appannamento. A riflettere sul peso della responsabilità e sulle complessità incontrate durante la sua parentesi in Italia è stato Jonathan David, tornato a esprimersi a livelli altissimi in territorio spagnolo. Il centravanti canadese ha confidato ai microfoni di Sport Mediaset quanto sia arduo ritagliarsi uno spazio sotto i rifrettori della Serie A, sottolineando come l’ambiente bianconero esiga risposte immediate senza concedere il tempo necessario per un graduale inserimento tattico.

L’attaccante, in grande spolvero nella sua nuova avventura, ne parla così: «Giocare in un club come la Juventus è complicato, non c’è tempo di adattarsi. È andata così, la vita continua, sono contento di essere qui a Madrid. Se sono stato criticato troppo dai giornalisti italiani? No, fa parte del lavoro, da quando sono arrivato mi è stato detto che l’attaccante della Juve è il giocatore più criticato d’Italia».

David recrimina l’esperienza alla Juventus

Il riscatto del centravanti sta prendendo forma con la maglia dell’Atletico Madrid, dove il giocatore si è trasformato nel grande protagonista dell’ultimo periodo grazie a una continuità di rendimento impressionante. Il punto più alto della sua rinascita si è consumato nella caldissima cornice del derby contro il Real Madrid, deciso proprio da una stoccata dell’ex attaccante del Lilla che ha regalato il successo ai Colchoneros.

Commentando il momento magico vissuto in Spagna, il canadese ha spiegato: «Segnare nel mio primo derby e portarsi a casa i tre punti è una sensazione incredibile. Per noi è stata una prestazione importante, è la partita dell’anno e vincere così è stato importante. Ci troviamo bene con il Cholo: dà molta fiducia ai suoi giocatori e lo apprezzo molto. Se stiamo vedendo il vero David? Sì, penso che tutto dipenda dal mio approccio, spero che questo momento duri il più lungo possibile».

Il rendimento offerto in terra spagnola stacca nettamente con la deludente esperienza vissuta sotto la Mole, arrivata al termine di un corteggiamento estivo che lo aveva visto sbarcare a Torino con grandi aspettative per raccogliere l’eredità di Dusan Vlahovic. Durante la sua permanenza in Piemonte le difficoltà d’adattamento sono apparse evidenti, palesandosi con prestazioni opache e una scarsa intesa con i compagni che avevano spinto Luciano Spalletti a cercare soluzioni alternative nel reparto avanzato, adattando persino centrocampisti ed esterni nell’impiego da prima punta per sopperire alla mancanza di reti.

Lo scenario attuale fa sorridere sia il calciatore, felice della nuova avventura, sia i vertici contabili della Continassa. La formula pattuita tra le due società sulla base del prestito temporaneo con opzione di acquisto definitivo fissata a 25 milioni di euro potrebbe trasformarsi in una preziosa risorsa per il bilancio juventino. Essendo giunto a Torino a parametro zero, un’eventuale conferma del club madrileno al termine della stagione genererebbe una consistente plusvalenza per le casse bianconere, permettendo a entrambe le parti di archiviare una parentesi complessa e guardare con soddisfazione al futuro.