Spalletti: “Vinta ma a Cagliari abbiamo fatto meglio. Su Conceição arrabbiato…”

Una prestazione di carattere della Juventus nella ripresa, e soprattutto nel finale, riscatta la frenata di campionato e regala a Luciano Spalletti la seconda affermazione consecutiva in Europa League. Sul difficile terreno dell’Estadio Balaídos, la formazione torinese completa la rimonta superando per 2-1 il Celta Vigo e confermandosi a punteggio pieno con sei punti conquistati nelle prime due uscite continentali.

L’avvio di partita si rivela in salita per i bianconeri, apparsi contratti nelle fasi iniziali e trafitti al 18′ dalla marcatura di Hugo Álvarez. La reazione del gruppo matura però con determinazione nel corso della ripresa: al 59′ è Nick Woltemadead approfittare dell’incertezza difensiva dell’ex Marcos Alonso per trafiggere il portiere avversario con un diagonale preciso. A completare l’opera è il guizzo risolutivo porta la firma di Randal Kolo Muani. Di tutto questo ne ha parlato Luciano Spalletti ai microfoni di SkySport nel post partita.

Celta-Juve 1-2, il commento di Spalletti

“Kolo ha aperto così, l’ha interpretata troppo da esterno, mentre doveva stare su quel mezzo spazio, perché quella corsia era libera per Cambiaso. Però poi non siamo riusciti a gestire con sicurezza la palla e, in alcuni momenti, anche la partita. Per cui c’erano questi continui ribaltamenti: arrivavamo sempre in ritardo ad agganciare, ci scavavano sempre l’uomo libero in mezzo e ci costringevano poi a delle ricomposizioni lunghe, per le quali abbiamo speso tanta corsa.

Alla fine Woltemade era un pochettino stanco e Kolo, invece, da quella posizione lì, rimanendo spesso uno contro uno, poteva incidere. E poi Lolo è un giocatore forte, per cui ho tentato di fare così, di cambiare queste posizioni. Però sono sempre loro, poi, a fare la differenza con le proprie scelte.

Invece vedevo che nel primo tempo non era molto soddisfatto: McKennie era troppo basso, chiedeva a Kalulu di spingere un po’ di più e la palla non girava velocemente. Sì, siamo stati un po’ lenti nel fare tutto nel primo tempo, perché davamo sempre tempo agli altri di ritrovare il proprio ordine. Loro sono bravi a essere una squadra sempre ordinata in campo e, quando abbiamo riconquistato il pallone, non siamo stati bravi a ribaltare subito l’azione.

Poi, quando perdevamo palla, eravamo lenti nelle riaggressioni, che sono state diverse rispetto a quelle di Cagliari. Ecco, per esempio, quella con il Cagliari è stata una partita differente: anche se poi non la vinci, sotto l’aspetto del dinamismo, della qualità di gioco, dell’attenzione e della continuità si è fatto meglio rispetto a stasera. Stasera siamo stati lenti nell’andare ad agganciare le fasi di gioco: in tutte le fasi siamo stati lenti.

“Conceição era arrabbiato con se stesso o per il cambio? Era arrabbiato con se stesso, perché sennò se ne può parlare insieme. Penso che faccia bene a fare così: se ha qualcosa da dire, penso che ce l’abbia con se stesso per quella che è stata la prestazione, al di là del fatto della prestazione. Però poi è scivolato sulle porte all’inizio e in campo lo andiamo a trovare, dobbiamo trovarlo seriamente, e poi è uscito al settantesimo. È una partita, fra due giorni. Questo atteggiamento, se l’ha fatto… I miei collaboratori mi dicono di no, che abbia fatto qualcosa. Poi ci spiegherà quello che gli dobbiamo dare e vedremo di saldarlo.

“Woltemade e Kolo Muani insieme? Sì, va bene, è andata bene. Anche noi abbiamo avuto delle palle per poter fare gol, perché sennò si guardano sempre quelle degli altri e non si guardano le nostre. Anche noi abbiamo avuto, al limite dell’area, la possibilità di far girare due o tre palloni bene da una parte all’altra e di crearci una posizione vuota. Però è vero che, in alcuni momenti, eravamo disuniti e abbiamo lasciato degli spazi che potevano farci male. Però c’era da provare a vincere la partita. Questo mi piace dei ragazzi: che siano disponibili a giocarsela, pur rischiando qualcosa.

Il rischio è una cosa che va presa nel calcio attuale: si va a tentare di vincere, c’è troppa differenza. Uno dice: «Ma se poi ti succede come a Sassuolo?». Ma l’ho già detto: a me piace che ci provino, magari con più equilibrio, senza disunirsi, però quella deve essere la voglia giusta. Koopmeiners in difficoltà? È vero, quello di non verticalizzare, di non andare subito a ribaltare l’azione, soprattutto quando riconquistiamo il pallone. Non l’ha sbagliato solo lui, ma lo abbiamo sbagliato in diversi. Lui probabilmente non ha tutta quella tranquillità in questo momento, proprio perché gioca poco e perché anche lui si sente continuamente sotto osservazione. Pensavo che la competizione europea potesse ridargli lustro, ma deve ancora migliorare, anche per quello che ha fatto oggi“.