Un nuovo commento al veleno firmato da Maurizio Sarri riapre la ferita mai del tutto rimarginata legata al suo passato in bianconero, confermando come la scelta di trasferirsi nel capoluogo piemontese rappresenti ancora oggi un motivo di profondo ripensamento. Intervenuto ai microfoni di Sky nel pre partita di Atalanta-Pafos di Conference League, il tecnico di Figline Valdarno si è lasciato andare a una riflessione carica di nostalgico rammarico, rispondendo alle recenti esternazioni del difensore brasiliano David Luiz.
Sollecitato sui sentimenti provati dal suo ex fedelissimo all’epoca del precipitoso addio al Chelsea, il mister non ha esitato a classificare come uno sbaglio strategico l’interruzione della sua felice parentesi nel calcio inglese, liquidando il trionfo tricolore conquistato all’ombra della Mole come una magra consolazione a fronte dei costi umani e professionali sostenuti.
Sarri si pente della Juve, le parole prima di Atalanta-Pafos
La stoccata dell’allenatore toscano rappresenta soltanto l’ennesimo capitolo di un’incompatibilità mai celata con l’universo torinese, maturata nel corso di un’annata logorante e priva di vera empatia. L’intesa tra la società di via Druento e l’ex guida del Napoli si è rivelata una parentesi fulminea e complessa, esauritasi dopo una sola stagione nonostante la conquista dell’ultimo titolo nazionale registrato nella storia recente della società. Quella vittoria, che avrebbe dovuto costituire la pietra angolare di un progetto tattico innovativo, si trasformò invece nel punto di chiusura definitivo di un legame spezzatosi precocemente per la mancanza di sintonia con la tifoseria, i quadri dirigenziali e le dinamiche dello spogliatoio.
“A Torino abbiamo anche vinto, ma lasciare la Premier forse è stato un errore”, ha ammesso l’allenatore a Sky. Il ricordo del periodo trascorso a Londra sponda Blues continua così a esercitare una forte attrazione nella memoria del tecnico, evidenziando il contrasto tra l’armonia vissuta Oltremanica e le asperità incontrate in Piemonte. Rispondendo con attestati di stima e affetto immutato verso il centrale sudamericano, l’attuale guida della formazione bergamasca ha ribadito come la Premier League rappresentasse la dimensione ideale per l’espressione del suo credo calcistico. L’abbandono di quel contesto per sposare la causa torinese ha portato poi a scorie mai smaltite, trasformando un successo sportivo in una parentesi segnata da incomprensioni e amarezze.
In ogni caso non è la prima volta che Sarri parla in questi termini e con tali riferimenti alla sua esperienza alla Juve: spesso ha sottolineato l’anno del Covid e degli stadi vuoti come motivo principale dell’annata strana e particolare che non gli ha mai scaldato il cuore, ma la sensazione che il riferimento fosse anche e soprattutto a un’alchimia mai nata col mondo juventino.