Il bilancio delle prime battute stagionali di Randal Kolo Muani alla Juventus traccia un quadro sintetico ma spietato, fatto di appena trentuno palloni manovrati, una singola conclusione tentata e un indice di pericolosità attesa pari a un modesto 0,17 xG nel recente confronto contro il Milan. Numeri che fotografano le evidenti difficoltà del centravanti transalpino come riporta quest’oggi il Corriere dello Sport, incapace di trovare la via della rete nei primi duecentosettanta minuti di campionato e apparso impreciso nella gestione della sfera, fino a scatenare la palese insofferenza delle tribune dell’Allianz Stadium dopo un disimpegno errato che ha vanificato una ripartenza nel momento clou della partita.
Di fronte alle perplessità sollevate da una resa ben lontana dagli standard attesi per un investimento estivo da ben 50 milioni di euro complessivi, Luciano Spalletti ha scelto di erigere un muro difensivo a tutela del proprio calciatore. Il tecnico toscano continua a garantire piena fiducia all’ex punta del Paris Saint-Germain, ben conscio di come il reparto d’attacco necessiti di tempo per assimilare gli automatismi, specialmente dopo la partenza negli ultimi giorni di calciomercato di Jonathan David verso l’Atletico Madrid, maturata al culmine di una convivenza ormai sfilacciata con l’ambiente torinese.
Caso Kolo Muani, a secco anche in Juventus-Milan

L’assetto tattico preparato dalla guida tecnica per esaltare le doti del transalpino aveva mostrato premesse interessanti durante la prima frazione di gioco della sfida contro i rossoneri. La pressione alta esercitata dai bianconeri e il supporto fornito dalla batteria di trequartisti avevano creato le basi per una manovra avvolgente. Sulle corsie esterne si sono distinte le giocate dei singoli, con il giovanissimo Kerim Alajbegovic capace di mostrare spunti di personalità nella zolla abitualmente occupata da Kenan Yildiz, scagliando un destro minaccioso dopo aver rubato palla.
Ancora più incisivo è risultato Francisco Conceição, autentico fattore offensivo della serata con tre occasioni nitide create, due neutralizzate da Mike Maignan e una terza infranta contro il montante a portiere battuto. Nonostante la produzione di gioco generata dai compagni di reparto e il costante movimento offerto dall’attaccante, la difesa avversaria è riuscita a neutralizzare ogni tentativo di Kolo Muani, con Koni De Winter abile ad anticiparlo con continuità e a limitarne il raggio d’azione. L’incapacità di servire adeguatamente il proprio terminale ha costretto Spalletti a ricorrere alla mossa della disperazione nei minuti conclusivi, inserendo Federico Gatti in posizione avanzata per acciuffare un pareggio in extremis che ha evitato il primo passaggio a vuoto della stagione.
La stima manifestata dall’allenatore rappresenta una componente fondamentale per permettere al bomber francese di ritrovare la serenità necessaria negli ultimi sedici metri. Tuttavia, dopo le prime sollecitazioni arrivate già al termine della gara d’esordio a Frosinone e la chance sfumata contro il Parma, il margine d’attesa attorno al numero nove bianconero comincia inesorabilmente a ridursi, rendendo indispensabile un’inversione di tendenza immediata a suon di gol per giustificare la fiducia accordatagli e confermare la bontà dell’operazione di mercato.