Mercato Juve, Spalletti chiederà un centravanti a gennaio: le ultime  

In casa Juventus la pianificazione per la finestra invernale di calciomercato entra già nel vivo, spinta dalla necessità condivisa tra dirigenza e guida tecnica di regalare a Luciano Spalletti un nuovo rinforzo offensivo a gennaio. Ad quasi un anno dal suo insediamento alla Continassa, il tecnico toscano si ritrova a fare i conti con un reparto d’attacco che, pur avendo visto diversi avvicendamenti nei mesi recenti, continua a mostrare limiti strutturali evidenti. L’ultimo pareggio contro il Cagliari ha riacceso i riflettori su una lacuna realizzativa difficile da ignorare, nonostante gli arrivi estivi di Randal Kolo Muani, la scommessa sul giovane Jeff Ekhator—frenato finora da due stop di natura muscolare—e l’ingaggio in extremis di Nick Woltemade, giunto a Torino dopo le complicate trattative per Joshua Zirkzee e Alexander Sørloth.

L’idea tattica dell’allenatore bianconero sta prendendo una piega ben precisa, orientata verso una struttura assimilabile a un 4-4-2 dinamico in cui gli esterni hanno la libertà di accentrarsi a supporto dei due riferimenti avanzati. La trasformazione dell’assetto poggia sulla convinzione che Kolo Muani renda al massimo se affiancato da un compagno in grado di portargli via le marcature e aprirgli spazi d’inserimento nei sedici metri. Se la coppia formata dal francese e da Nico Gonzalez garantisce al momento le risposte più convincenti, la gestione di Woltemade richiede invece maggiore tempo e un contesto collettivo in netta crescita. Da qui nasce l’esigenza di intervenire nel mercato di riparazione: senza bocciare nessuno degli interpreti attuali, la società intende individuare un elemento eclettico, non necessariamente un centravanti di ruolo puro, ma una punta capace di dialogare con i compagni e garantire la stessa imprevedibilità offerta da Gonzalez.

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A complicare il quadro della trasferta sarda non sono state soltanto le risposte del campo, ma anche le evidenti fragilità caratteriali emerse all’interno dello spogliatoio nei momenti di massima pressione. Il gruppo bianconero ha mostrato una certa vulnerabilità emotiva di fronte all’atteggiamento provocatorio del difensore rossoblù Yerry Mina, affrontato a muso duro dal solo Spalletti nel corridoio degli spogliatoi tra il primo e il secondo tempo. Un episodio che conferma le motivazioni alla base delle richieste estive dell’allenatore, desideroso di inserire figure di grande temperamento e personalità come il portiere Dibu Martinez o il terzino Nicolas Tagliafico per irrobustire un gruppo ancora a secco di grandi trionfi.

Nonostante l’amarezza per due punti lasciati per strada, il tecnico preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno, focalizzandosi sui segnali incoraggianti arrivati da diversi singoli. Dalla reazione d’orgoglio di Kolo Muani—decisivo con il gol del definitivo 1-1 dopo oltre un’ora di sofferenza—fino all’impatto positivo garantito da Papa Diong Sarr sul piano fisico e alla costante maturazione mostrata dai giovani Kerim Alajbegovic ed Edon Zhegrova. Unica nota stonata per l’esterno kosovaro riguarda l’imminente trasferta europea a Vigo contro il Celta, dove non potrà essere della partita.

Superate senza strascichi le accese divergenze di fine gara con l’allenatore sardo Pisacane, derubricate a semplici dinamiche agonistiche di campo, Spalletti è pronto a rimettersi al lavoro alla Continassa. Con il rientro di Kenan Yildiz previsto per il mese di dicembre che potrebbe parzialmente ridisegnare le opzioni nell’ultimo terzo di campo, la priorità del club torinese rimane quella di forgiare la leadership del gruppo e consegnare al proprio allenatore la tessera mancante per completare il mosaico offensivo a gennaio