La straordinaria incisività di Gleison Bremer nell’area di rigore avversaria sta riscrivendo le gerarchie statistiche del calcio italiano ed europeo, consacrandolo con tre primati assoluti che ne certificano l’immenso valore qualitativo. Con le pesanti marcature mandate a segno nelle sfide contro Frosinone e Atalanta, il baluardo verdeoro ha toccato quota 24 reti complessive nel massimo torneo peninsulare. Questa cifra lo proietta sul gradino più alto nella graduatoria dei difensori centrali per realizzazioni registrate in Serie A a partire dalla stagione 2018/19, oltre a farlo diventare il retroguardia brasiliano più prolifico nella storia del nostro campionato.
A completare un tris d’assi da record riportato dal Corriere dello Sport interviene il dato sui colpi di testa: con ben diciotto stoccate aeree vincenti, il centrale torinese vanta lo score più alto in questa specialità considerando l’intero panorama dei cinque principali tornei del Continente. L’eccezionale resa del classe 1997 dimostra quanto la compagine piemontese cambi volto a seconda della sua presenza al centro della retroguardia. Il ritorno a pieni regimi del gigante di Itapitanga ha ridato solidità, carisma e pericolosità sui calci piazzati a tutta la squadra, confermando come la sua presenza sia un fattore imprescindibile nell’assetto disegnato da Luciano Spalletti.
Bremer fondamentale per la Juventus di Spalletti

Le sue doti nel gioco aereo e il senso della posizione ne fanno un’arma impropria anche in fase offensiva, capace di sbloccare gare spigolose e regalare punti pesantissimi nella corsa ai vertici della classifica. L’ambizione del calciatore va tuttavia ben oltre i semplici traguardi individuali e le rilevazioni statistiche. Il centrale sudamericano ha più volte ribadito come l’unico vero traguardo da inseguire sia il ritorno al successo di squadra, conscio che la storia di una società prestigiosa si alimenti unicamente attraverso la conquista dei trofei. La consapevolezza di non avere davanti a sé un tempo infinito per lasciare un segno indelebile lo spinge a pretendere il massimo da se stesso e dai compagni di spogliatoio, con l’obiettivo prioritario di riportare la società al vertice del calcio italiano.
L’importanza dello stopper si è ulteriormente rafforzata con l’assunzione dei galloni di capitano, responsabilità ricevuta a seguito dello stop forzato che ha colpito Manuel Locatelli. Questa investitura ha accentuato la sua leadership carismatica sia sul rettangolo verde che all’interno dello spogliatoio. Nonostante le sirene di mercato e la disponibilità della dirigenza a valutare proposte economiche imponenti durante la sessione estiva per far quadrare i conti, il forte legame con l’ambiente e la voglia di trionfare a Torino lo hanno spinto a proseguire il suo cammino in maglia bianconera.
La finestra riservata agli impegni internazionali rappresenta un’opportunità d’oro per recuperare energie preziose. La mancata chiamata da parte della selezione brasiliana consentirà al roccioso difensore di svolgere un lavoro specifico presso il centro sportivo di Vinovo, smaltendo la fatica accumulata nelle prime uscite ufficiali. Questa pausa permetterà al leader difensivo di affilare le armi in vista del prossimo tour de force, pronto a trascinare i compagni verso nuovi successi e ad aggiornare ulteriormente un rullino di marcia già entrato di diritto nella storia del club