L’intricato mosaico costruito dalla dirigenza della Juventus per rinnovare la prima linea ha trovato la sua combinazione definitiva soltanto nelle battute conclusive della sessione estiva con l’arrivo di Nick Woltemade. Ma prima di affondare il colpo per assicurarsi le prestazioni del gigante di Brema, i vertici societari torinesi hanno vagliato un’ampia rosa di candidature, scartando o vedendosi sbarrare la strada su quattro profili finiti a lungo nei radar della Continassa. come racconta quest’oggi TuttoSport in edicola.
Il grande sogno coltivato da Luciano Spalletti era rappresentato da Alexander Sørloth. Il centravanti norvegese figurava in cima alla lista dei desideri del tecnico toscano, identificato come l’interprete ideale per garantire peso e centimetri al centro del reparto avanzato. Tuttavia, le resistenze opposte dall’Atletico Madrid — che ha costantemente alzato un muro a ogni ipotesi di cessione — hanno costretto i dirigenti sabaudi a prendere atto dell’impossibilità di chiudere l’operazione. Parallelamente, si è raffreddata la pista che portava a Joshua Zirkzee.
Calciomercato Juve, chi poteva arrivare al posto di Woltemade

Sebbene apprezzato dal direttore Ricky Massara, il profilo dell’olandese del Manchester United non rispondeva appieno ai requisiti di presenza fisica e struttura in area di rigore cercati dall’allenatore, oltre a comportare costi complessivi ritenuti eccessivi. A questi si sono aggiunti i sondaggi a fari spenti per Jean-Philippe Mateta, approcciato senza troppa convinzione, e le opzioni legate a Beto e Lorenzo Lucca, entrambi esclusi dai piani societari dopo una prima fase di valutazioni.
Di fronte al progressivo depennamento delle alternative e alla contestuale separazione da Jonathan David, la dirigenza si è mossa con decisione per concretizzare la pista d’attacco. La sfida disputata contro il Parma ha fornito l’indicazione decisiva: una prima frazione di gioco caratterizzata da una gran mole di traversoni ma priva di presenza fisica dentro i sedici metri ha convinto Spalletti ad accelerare sul profilo del classe 2002.
L’allenatore ha visionato a lungo i filmati dedicati alle prestazioni dell’ex calciatore dello Stoccarda, raccogliendo pareri e informazioni anche attraverso la propria rete di contatti ed ex tesserati. Nonostante alcune valutazioni contrastanti, l’allenatore ha scelto di fidarsi del proprio intuito tattico, intravedendo nella punta tedesca la sintesi perfetta tra l’imponenza fisica di Sørloth e la qualita nel palleggio tipica di Zirkzee. L’approdo del gigante di un metro e novantotto centimetri garantisce un ventaglio di opzioni inedito per l’attacco bianconero, offrendo sia un punto di riferimento da affiancare a Randal Kolo Muani, sia un’arma strategica da calare a gara in corso.