Kolo Muani: “Ritorno Juve, ecco quando l’ho capito: felice della corte di Spalletti”

Dopo mesi di estenuanti trattative, rilanci e attese infinite, la lunghissima telenovela dell’estate bianconera ha finalmente trovato il suo lieto fine. Randal Kolo Muani è di nuovo un calciatore della Juventus. Una rincorsa partita da lontano, fortemente voluta da tutta la dirigenza torinese e pretesa a gran voce da Luciano Spalletti, che fin dal primo giorno ha individuato nel francese l’attaccante ideale per completare il suo scacchiere tattico.

Tra i desideri del calciatore, la pressione dei compagni di spogliatoio che non hanno mai smesso di scrivergli e la diplomazia dei club, l’incastro perfetto si è concretizzato prima dell’inizio del campionato. Ai microfoni di Tuttosport, il centravanti transalpino ripercorre le tappe di questo clamoroso ritorno sotto la Mole, raccontando le sue emozioni, la voglia di mettersi a disposizione del mister e l’intesa speciale con i leader dello spogliatoio.

Intervista Kolo Muani a TuttoSport

Vi proponiamo alcuni passaggi dell’intervista.

Kolo Muani, il suo ritorno alla Juventus è stato una specie di Odissea… Come ha vissuto quest’anno di rincorsa sul mercato da parte del club bianconero?

«Sì, ero al corrente della situazione. Ne parlavo con i miei rappresentanti, con la mia famiglia. Poi ci siamo confrontati bene e abbiamo trovato un accordo. Penso che sia successo molto velocemente. Anche durante il mercato è stato un po’ lungo. Però abbiamo fatto il necessario affinché potessi tornare e sono molto, molto contento e molto, molto orgoglioso di indossare di nuovo questa maglia».

I compagni la aspettavano da un bel po’, ormai… Con chi si è sentito di più in tutti questi mesi?

«Ho avuto un buon rapporto davvero con tutti quando sono venuto qui la prima volta. Penso che i miei compagni mi abbiano accolto molto bene. Questo mi ha permesso di ritrovare il Randal di prima, diciamo… E sono stato molto, molto contento di come mi hanno accolto, che si trattasse di Manuel Locatelli, di Weston McKennie, di Khéphren Thuram o di tutto il resto del gruppo. Penso che ci abbiano davvero accolto molto bene e sono molto, molto contento di giocare con loro e di essere qui».

C’è stato un momento in cui ha capito che, alla fine, si poteva davvero tornare alla Juve?

«Penso che il momento sia stato durante questa trattativa, quest’estate: lì ho capito che sarebbe successo veramente».

Lei non ha mai lavorato con Luciano Spalletti, ma il tecnico l’ha voluta fortemente: quanto è importante questo tipo di fiducia?

«Sinceramente, ero molto, molto contento che l’allenatore mostrasse questo attaccamento, questa voglia che io venissi. Penso di conoscere il suo modo di allenare, so cosa vuole dai suoi attaccanti, dai suoi giocatori, cosa chiede. E penso che per me indossare questa maglia sia semplicemente un onore. Sarò pronto a tutto pur di dare il massimo e mostrare tutte le mie qualità».

Lo stesso Spalletti ha detto di avere un piano per farle segnare tanti gol…

«Sono contento di sentirlo… Se questo è il suo metodo, ben venga! Dopo, sarò pronto ad ascoltare tutto quello che avrà da dirmi, tutti i consigli che avrà da darmi. Penso che darò tutto per lui. Sono molto, molto contento. Se questo è il metodo, sono pronto a dare tutto anche per segnare il maggior numero possibile di gol».

Con Yildiz ha già giocato: l’intesa è pronta?

«È un piacere giocare con lui. Come ho sempre detto, è un giocatore straordinario. Ha delle qualità fuori dal comune. È semplicemente un piacere giocare con lui. Sappiamo molto bene com’è: ci porta verso l’alto. Penso che dobbiamo semplicemente divertirci e adattarci a lui. E penso che sia un giocatore davvero, davvero grande».