Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista bianconero Massimo Mauro ha offerto una disamina impietosa e diretta sulle reali cause della crisi juventina, puntando il dito senza esitazioni contro lo spogliatoio e l’atteggiamento dei calciatori. Secondo Mauro, il problema principale risiede nella totale assenza di senso di appartenenza e di juventinità, elementi aggravati da una carenza cronica di intensità e personalità in campo che fa apparire la squadra involuta e priva di guida.
Massimo Mauro commenta la crisi Juve

Come mai secondo lei? «Intanto lo spogliatoio è una torre di Babele che mi ricorda le critiche che si facevano sull’Inter di Moratti. Poi c’è un gruppo di giocatori che in campo quando la palla ce l’ha il compagno si nasconde. Contro il Genoa ho visto solo un calciatore che una volta si è assunto la responsabilità di rischiare: Kolo Muani, quando ha dribblato due avversari e ha messo il pallone in mezzo. Il resto è stata una cosa imbarazzante».
In un certo senso anche Bremer e McKennie sembrano pensarla come lei, visto che, dopo le ultime due sconfitte, hanno rimproverato ai compagni mancanza di intensità e carattere… «Quando si innesca la scarica-barile in uno spogliatoio vuol dire che la situazione è parecchio complicata: io credo che, in momenti come questi, i calciatori, siano essi il capitano o l’ultimo della rosa, dovrebbero stare zitti e a parlare dovrebbero essere soltanto la società e l’allenatore. Poi, McKennie dovrebbe andare a rivedersi pure le partite che giocava l’anno scorso… Forse, bisogna ammettere che tutti, da noi commentatori ad allenatori e dirigenti, abbiamo sopravvalutato alcuni giocatori».
A chi si riferisce, in particolare? «Magari lo stesso McKennie non meritava un rinnovo di contratto a tre milioni e mezzo all’anno. Oppure Kolo Muani non era il calciatore da inseguire per tre sessioni di mercato di seguito. O ancora Woltemade, uno da prendere in prestito secco a 3 milioni per un anno, senza nessun diritto per il futuro. Che, poi, visto come gioca, forse va bene anche così…» Non parlare poi di chi è alla Juve da un po’ di tempo: Bremer, per esempio, è l’ombra del giocatore che i bianconeri avevano acquistato. O Cambiaso, che ho sempre pensato fosse fortissimo e invece nelle difficoltà è scomparso. È per questo che il giochino di prendercela con l’allenatore non mi fa impazzire… La Juve ha il secondo monte ingaggi della Serie A, il che dovrebbe significare che in rosa ci siano giocatori di personalità e di grande spessore. Invece i punti in classifica e le prestazioni nelle partite non lo confermano».