Calzona difende Spalletti: “Juve, bruciati troppi allenatori in questi anni”

Il momento estremamente delicato vissuto dalla Juventus di Luciano Spalletti finisce al centro dell’analisi e delle riflessioni di primo piano, offrendo una chiave di lettura profonda sulle difficoltà strutturali del club bianconero. Intervenuto per esaminare la situazione della squadra torinese ai microfoni di TuttoSport, l’ex commissario tecnico della Slovacchia ha tracciato un bilancio netto e senza sconti sulla competitività e sulla programmazione della società, evidenziando come i problemi affondino le radici ben al di là dei singoli risultati sul campo.

Crisi Juve: Calzona difende Spalletti

Spalletti ai microfoni di DAZN

Analizzando l’andamento della formazione bianconera, l’ex Ct ha esordito con dichiarazioni molto dirette: «I bianconeri devono dare continuità, cambiano tutto troppo spesso. La storia dice che devono partire per vincere, ma bisogna essere onesti: la Juve di oggi non è competitiva come l’Inter e nemmeno come il Napoli, per esempio. Bisogna avere anni per costruire: lo vedete l’Arsenal? Devono andare anche oltre le pressioni. Non basta un anno, ci vuole tempo. Prima Sarri, poi Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti: non si possono bruciare tutti questi allenatori».

Lo sguardo si sposta successivamente anche sulla situazione del Napoli, atteso dal big match contro i bianconeri e giudicato in fase di evidente ripresa sotto la guida tecnica. Commentando le prospettive della squadra partenopea, l’analisi prosegue riportando testualmente un ulteriore giudizio tecnico in vista della supersfida del campionato: «Ancora qualcosa manca, prendono sempre gol. Si sono sbloccati, segnano tanto, il livello offensivo è alto. Possono tornare ad altissimi livelli. Secondo me non è a fine ciclo… Il Napoli all’inizio dell’anno era la squadra con le caratteristiche più adatte per dar fastidio all’Inter, per vincere il campionato. Ha un grandissimo organico».

La supersfida dell’Allianz Stadium contro il Napoli rappresenta in ogni caso molto più di un semplice big match, configurandosi come un vero e proprio spartiacque e un esame da dentro o fuori per il futuro della Juventus. La posta in palio è altissima per entrambe le contendenti, ma l’attenzione mediatica e societaria è inevitabilmente catalizzata sulla posizione di Spalletti. Nonostante la dirigenza abbia fin qui scelto la linea della continuità e protetto il tecnico dalle turbolenze, un eventuale passo falso contro i partenopei rischierebbe di far saltare ogni argine: al netto delle attenuanti e della volontà di evitare ribaltoni a freddo, una nuova sconfitta esporrebbe l’allenatore al concreto pericolo di un esonero immediato, diventando l’unica scossa drastica a disposizione del club per raddrizzare una stagione a forte rischio.