Il futuro della panchina della Juventus resta un tema caldissimo sullo sfondo di una crisi di risultati che impone riflessioni profonde, pur confermando, almeno per il momento, la saldamente discussa continuità della guida tecnica. Nel giorno in cui si compie il primo anno esatto dall’inizio dell’avventura torinese di Luciano Spalletti, il tecnico toscano si trova a fare i conti con un clima ben diverso da quello sognato al momento della firma, ricordando come vestire i colori bianconeri imponga l’obbligo assoluto di vincere e di convivere con una pressione costante.
Nonostante la pesante batosta rimediata sul campo del Genoa abbia scosso profondamente l’ambiente, la dirigenza ha scelto di blindare l’allenatore, ribadendo con forza alla squadra le proprie responsabilità. Giovanni Carnevali e i vertici societari sono stati estremamente diretti nell’analizzare il tracollo ligure, scaricando ogni alibi sui calciatori e individuando nell’atteggiamento pigro e individualista del gruppo la vera radice dei problemi recenti. Secondo la prospettiva del club, le scelte tecnico-tattiche non sono sotto accusa, motivo per cui il progetto tecnico prosegue senza scossoni immediati, esattamente come accaduto in seguito al precedente passo falso contro la Lazio.
Esonero Spalletti? I nomi caldi oltre Conte

Tuttavia, l’irritazione palpabile dello stesso allenatore viene vista dai piani alti come un segnale di vitalità e di sana reazione, un’energia nervosa che dovrà tramutarsi urgentemente in una svolta sul campo. La società non ha impostato alcun piano di esonero imminente e rifiuta l’idea di un ribaltone a freddo, ma è altrettanto consapevole che la panchina juventina rappresenta un obiettivo estremamente appetibile per molti addetti ai lavori. Proprio per questo motivo, complici le voci di corridoio e le classiche manovre d’intermediari e agenti tipiche dei momenti di tempesta, il borsino dei possibili successori si è immediatamente infoltito di nomi illustri e suggestioni di mercato come riepiloga TuttoSport.
In cima ai desideri della piazza e del popolo bianconero permane la figura di Antonio Conte, monitorato a distanza e sempre invocato come il profilo ideale per ridare tempra e carattere a un gruppo smarrito. Accanto al tecnico salentino, le voci di corridoio e le proposte degli intermediari hanno fatto emergere un ventaglio di alternative di primissimo piano che comprende profili di spessore internazionale.
Tra le ipotesi accostate alla Continassa figurano i nomi di Paulo Sousa e Sérgio Conceição, tecnici dal temperamento forte e abituati alle pressioni delle grandi piazze, oltre al gradito ritorno di Didier Deschamps e all’opzione legata a Stefano Pioli. Nelle ultime ore, all’interno del calderone delle candidature, è spuntata persino la suggestione che porta a Simone Inzaghi, arricchendo un elenco di opzioni che profuma inevitabilmente di valzer di panchine. Per adesso, però, si tratta esclusivamente di sussurri di mercato, candidature autonome e manovre di spogliatoio: Spalletti resta saldamente al suo posto, aggrappato alla fiducia della società e in attesa che la squadra risponda sul rettangolo verde per spazzare via ogni nube