Il Derby della Mole è una galassia di emozioni che attraversa tre secoli di storia calcistica. Se la sponda bianconera della città è solita celebrare i propri successi e i trofei messi in bacheca, l’almanacco della stracittadina torinese custodisce anche pagine nere, scritte in un’epoca pionieristica in cui il Torino dettava legge sul rettangolo verde. Per trovare la sconfitta più umiliante, pesante e per certi versi incredibile mai subìta dalla Juventus nei confronti dei rivali granata, bisogna fare un lunghissimo viaggio nel tempo, tornando ai primi anni dieci del Novecento. Un’epoca in cui il calcio era uno sport radicalmente diverso, ma non per questo privo di una rivalità feroce, capace di generare punteggi tennistici che resistono ancora oggi come record assoluti ed insuperabili.
Il record assoluto: Torino-Juve e il clamoroso 8-0 del 1912
Il punto più basso della storia juventina nei confronti dei cugini torinesi coincide con il primato della vittoria più larga mai registrata nei derby di Torino. Era il 17 novembre 1912 quando le due squadre si affrontarono in un match che si sarebbe trasformato in una vera e propria caporetto per i colori bianconeri. In quel pomeriggio d’autunno, il Torino impose una superiorità imbarazzante, travolgendo la difesa della Juventus con un perentorio e umiliante 8-0. I granata giocarono una partita perfetta, trovando la via della rete a ripetizione e infliggendo alla Vecchia Signora una punizione severissima, che a distanza di oltre un secolo rimane in vetta alla classifica degli scarti più pesanti mai incassati dalla Juventus nella sua intera storia cittadina. Un passivo record che ancora oggi i sostenitori del Toro sbandierano con orgoglio nei dibattici calcistici all’ombra della Mole.
La partita folle: l’8-6 del 1913 e il festival del gol
Pochi mesi dopo aver incassato il tremendo ottovolante, la Juventus si ritrovò ad affrontare il Torino in quella che sarebbe passata alla storia come la stracittadina più pazza, spettacolare e ricca di marcature di sempre. Il 9 febbraio 1913, infatti, andò in scena una sfida totalmente fuori dagli schemi, capace di ridefinire il concetto stesso di equilibrio tattico. Le due squadre si affrontarono a viso aperto, dando vita a un festival del gol senza precedenti in cui gli attacchi dominarono nettamente le rispettive retroguardie. Al triplice fischio finale il tabellino fece registrare la bellezza di 14 reti complessive.
A uscire vincitore da questo incredibile scontro fu ancora una volta il Torino, che riuscì a spuntarla sulla Juventus con il punteggio finale di 8-6. Nonostante l’orgogliosa reazione d’orgoglio dei bianconeri, capaci di trafiggere la porta avversaria per ben sei volte, la fragilità difensiva costò alla Juventus un’altra pesantissima sconfitta stracittadina, sigillando una striscia di derby d’inizio secolo da incubo. Questi due storici passaggi a vuoto, cristallizzati nel biennio tra il 1912 e il 1913, ricordano come il Derby di Torino abbia radici profonde e nobili. Anche all’interno di una storia gloriosa e vincente come quella della Juventus, esistono cicatrici indelebili impresse. Partite di un’altra era, di un’altra vita. Oggi Torino è puntualmente bianconera: lo dicono i numeri record degli ultimi derby in questi decenni.