Il calciomercato estivo è una partita a scacchi che si gioca tra i desideri di un allenatore e la realtà dei fatti gestita dalla dirigenza. In casa Juventus, i grafici delle formazioni mostrati oggi da La Gazzetta dello Sport mettono chiaramente a nudo questa doppia anima: da un lato c’è la squadra plasmata fino a questo momento, dall’altro l’undici ideale che Luciano Spalletti spera di avere a disposizione per la nuova stagione. Pur mantenendo fermo lo stesso vestito tattico, ovvero il 4-2-3-1, i protagonisti cambiano in quasi tutti i reparti strategici, evidenziando una vera e propria rivoluzione in atto nei piani del tecnico toscano.
Analizzando la situazione blocco per blocco, le differenze tra l’attualità e gli obiettivi futuri raccontano una storia di profondo rinnovamento, a partire dall’estremo difensore fino al terminale offensivo principale. Nella versione della Juve attuale, la porta è idealmente affidata a Michele Di Gregorio, protetto da una linea difensiva a quattro che vede Pierre Kalulu a destra, Andrea Cambiaso a sinistra e la coppia centrale composta da Gleison Bremer e Lloyd Kelly.
Calciomercato Juve, com’è la squadra che vorrebbe Spalletti

La fisionomia della Juve che aspetta Spalletti, tuttavia, riscrive parzialmente queste gerarchie. Se sulle corsie esterne Pierre Kalulu e Andrea Cambiaso rimangono dei punti fermi imprescindibili, le novità sostanziali si concentrano al centro. Accanto all’intoccabile Bremer, il tecnico vorrebbe l’inserimento del giovane Tarik Muharemovic (con Jhon Lucumí come prima alternativa di spessore). Il cambiamento più radicale si registra però tra i pali: al posto di Di Gregorio, nei piani ideali dello staff tecnico c’è Emiliano “Dibu” Martinez, con Guglielmo Vicario pronto a subentrare come caldissima opzione alternativa.
Il centrocampo è il reparto che potrebbe subire la metamorfosi più profonda. Nell’undici odierno, la diga mediana è retta da Manuel Locatelli (con Teun Koopmeiners pronto a dar manforte) e dal francese Khéphren Thuram. Più avanzato agisce Weston McKennie, affiancato sugli esterni dalla spinta di Francisco Conceiçao a destra e dal talento di Kenan Yildiz a sinistra.
Nel progetto tattico di Spalletti, la cabina di regia verrebbe totalmente ridisegnata. Locatelli resterebbe al suo posto (avendo come alter ego il giovane Inao Oulai), ma al suo fianco l’allenatore desidera una cerniera di muscoli ed esperienza internazionale: spazio a McKennie arretrato sulla linea dei mediani, oppure al sogno a parametro zero Franck Kessié. Questo arretramento libererebbe la casella centrale sulla trequarti, dove Spalletti vuole a tutti i costi l’estro e la fantasia di Brahim Diaz per innescare le corsie esterne, che rimarrebbero invece presidiate da Conceiçao e Yildiz.
La mutazione definitiva trova la sua massima espressione nel ruolo di centravanti. Se oggi la Juve si presenta ai nastri di partenza con Jonathan David come punto di riferimento offensivo principale – supportato da Loïs Openda e dal giovane talento di prospettiva Ekhator –, le richieste di Spalletti per il salto di qualità definitivo guardano altrove.
L’obiettivo numero uno per l’attacco bianconero ha le sembianze di Randal Kolo Muani. Il centravanti francese è l’uomo prescelto dal mister per finalizzare la mole di gioco del 4-2-3-1, con il giovane Ekhator confermato nel ruolo di vice per completare un reparto che unisce freschezza, potenza e grande qualità internazionale. Il grafico parla chiaro: la transizione dalla Juve di oggi a quella dei desideri è già cominciata.