L’imminente sbarco a Torino di Nick Woltemade regala a Luciano Spalletti quella pedina d’attacco dotata di stazza e presenza fisica a lungo cercata. L’innesto della punta tedesca non rappresenta soltanto un rinforzo numerico per rimpiazzare le uscite nel reparto avanzato, ma offre alla guida tecnica la possibilità di variare la struttura di gioco, introducendo soluzioni tattiche inedite per valorizzare l’intera rosa bianconera. La prima opzione tracciata analizzando la disposizione della squadra prevede la continuazione del sistema di base collaudato, il 4-2-3-1 con Woltemade a fare da riferimento centrale.
In questo assetto, l’ex calciatore del Newcastle andrebbe a occupare la mattonella di principale punto di riferimento in area di rigore, agendo da boa per far salire la squadra e dialogare con la linea dei trequartisti. Alle sue spalle, il trio di rifinitori vedrebbe la presenza di Francisco Conceição e Kenan Yildiz (con la variabile Kerim Alajbegovic) ad agire sulle corsie esterne, mentre Teun Koopmeiners o Weston McKennie si inserirebbero centralmente per sfruttare le sponde fornite dal nuovo attaccante. A schermo della difesa a quattro, la coppia di mediana ritroverebbe l’equilibrio grazie alla presenza di Pape Matar Sarr — insidiato da Manuel Locatelli — al fianco della regia dinamica di Douglas Luiz.
Come giocherà la Juventus con Woltemade
Accanto ai sistemi tradizionali, la versatilità tattica di Woltemade permette a Spalletti di esplorare una soluzione dal coefficiente di imprevedibilità ancora più elevato: il posizionamento del gigante tedesco sulla trequarti alle spalle di Randal Kolo Muani. Nonostante una mole fisica imponente, il classe 2002 vanta un bagaglio tecnico di prim’ordine, controllo di palla nello stretto e una visione di gioco che gli consentono di muoversi disinvoltamente tra le linee avversarie. Agendo da raccordo avanzato, Woltemade avrebbe il compito di rifinire la manovra e ripulire i palloni centrali, sfruttando la propria stazza per reggere l’impatto con i difensori e liberare spazi per gli inserimenti dei compagni.
Questa configurazione potrebbe esaltare al massimo le caratteristiche di Kolo Muani, attaccante devastante quando può attaccare la profondità e sfruttare gli spazi aperti creati proprio dalle sponde e dai movimenti a portare fuori zona del compagno di reparto. Un’accoppiata che unisce fisicità, tecnica e velocità, offrendo alla Juventus una variante d’attacco fluida e di difficilissima lettura per i pacchetti arretrati avversari. La duttilità del reparto avanzato beneficerebbe enormemente di questo doppio binario tattico. Woltemade garantisce al tecnico la possibilità di variare l’inerzia della gara anche a partita in corso: un’arma preziosa sia per impostare partite di grande pressione fisica dal primo minuto, sia per scardinare i blocchi difensivi più ostici attraverso il lavoro di sponda e il dominio nel gioco aereo.