Conferenza Allegri: “Resto fino a che non mi mandano via”

Massimiliano Allegri presenta Juventus-Atalanta, gara valida per la diciannovesima giornata del campionato di Serie A, in programma domani alle 20:45 all’Allianz Stadium di Torino. TUTTOmercatoWEB.com riporta la conferenza stampa dell’allenatore bianconero.

Conferenza stampa Allegri

Cosa si sente di dire ai tifosi?

“Domani è una partita importante, è una gara speciale dopo quanto successo ieri. Bisogna compattarsi tutti ancora di più, continuare a lavorare col profilo basso. Noi, staff e giocatori, dobbiamo solo pensare al campo”.

Cosa cambia con questa penalizzazione?

“Niente, dobbiamo fare comunque dei punti. Dobbiamo cercare di vincere domani, l’Atalanta è in ottima forma fisica. Giochiamo in casa ed è da affrontare nel migliore dei modi. Da vincere perché ci consentirebbe, vista la nostra classifica, di agganciare il settimo posto. Poi abbiamo Europa League, Coppa Italia… Dobbiamo cercare di fare il meglio possibile”.

Quali tasti toccherà con la squadra?

“Non bisogna ripartire, queste vicende giudiziarie riguardano la società. Ci sarà un ricorso, come hanno comunicato gli avvocati. Noi dobbiamo pensare solo al campo. Vista la nuova classifica che è un dato di fatto per il momento: abbiamo 22 punti e dobbiamo cercare di vincere domani per arrivare a 25 e girare a 25. Poi affrontare il girone di ritorno cercando di ottenere il massimo per cercare di scalare posizioni”.

Pensa di poter giocare con più leggerezza dimostrando sul campo il valore della squadra?

“Alla Juve non si gioca mai con leggerezza, si gioca perché abbiamo una pressione per poter vincere. Dobbiamo fare il nostro lavoro nel migliore dei modi e recuperare giocatori. Settimana prossima torneranno Pogba e Vlahovic e dovrebbero essere a disposizione per il Monza, domani avremo a disposizione Cuadrado. Prima della sentenza di ieri la Juventus aveva 37 punti con tutte le possibilità di giocarsi un posto in Champions e magari il campionato. Dobbiamo fare il nostro dovere perché la sentenza definitiva ci sarà fra due mesi e non dobbiamo farci trovare fra due mesi con dei rimpianti per non aver fatto quello che dovevamo fare. Dobbiamo ricompattarci ancora di più con i tifosi, domani dovrà essere una serata speciale. Ma ci siamo passati anche due mesi fa con le dimissioni del CdA e l’addio del presidente. Questo è un grosso imprevisto ma da questi imprevisti singolarmente se ne esce rafforzati con tutta la serenità del caso e soprattutto con impegno e determinazione per fare una cosa molto importante che è quella di vincere le partite sul campo”.

Rabiot come sta? Ha già parlato col presidente Ferrero e con Scanavino?

“Rabiot ieri ha fatto allenamento differenziato però dovrebbe essere a posto. Questa mattina ho parlato con l’amministratore Scanavino di quello che è successo ieri, oggi alle 14:30 parleranno sia il presidente Ferrero che Scanavino alla squadra e poi non ci resterà che fare allenamento e preparare la partita”.

Qual è il sentimento che prevale?

“È un dato di fatto. Momentaneo, ma è un dato di fatto. In tutte le situazioni che capitano mi è stato insegnato che vanno trasformate in opportunità. Questa è un’opportunità di fare una stagione al massimo e poi vedremo dove saremo in campionato. Non possiamo dire dove saremo il 5 giugno, abbiamo l’Europa League che ci permetterebbe di arrivare in Champions, abbiamo la Coppa Italia. Abbiamo 60 punti a disposizione in campionato”.

Cosa dirà alla squadra?

“Non c’è da inventare tante parole, non sono uno che ama molto parlare. La squadra sa benissimo cosa c’è da fare, per noi non è cambiato niente. Bisogna avere una forza interiore per ricalarsi in quella che è la situazione attuale di classifica. Primo obiettivo girare a 25 punti, poi vediamo il girone di ritorno”.

Preoccupato per gli altri fronti aperti dopo questa sentenza? Cambierebbe il suo futuro?

“Io sono l’allenatore della Juventus e rimarrò l’allenatore della Juventus a meno che non mi mandino via. In certi momenti bisogna essere responsabili di dove siamo e di quello che facciamo. Nei momenti di difficoltà bisogna assumersi le responsabilità per poter far bene. Quando ci sono i momenti positivi siamo tutti bravi. Nelle difficoltà è più stimolante per me e deve riguardare tutti. La classifica ora ci dice che siamo a 12 punti dal quarto posto. Domani abbiamo l’Atalanta che è uno scontro diretto, cerchiamo di affrontarla nel modo migliore. Stiamo recuperando giocatori, abbiamo giocatori giovani, col Monza l’altro giorno hanno giocato 5 ragazzi dal settore giovanile, vuol dire che negli anni precedenti è stato fatto un ottimo lavoro. Bisogna andare in quella direzione perché il campionato italiano ti dice questo. Basta vedere la proporzione tra il fatturato delle 20 squadre campionato italiano e quello con le squadre del campionato inglese. Il rapporto è di 1 a 4”.

Aveva la percezione della gravità della situazione o è rimasto stupito?

“Non ero in grado di parlare della gravità. La cosa certa è che bisogna accettare la sentenza, a noi della parte sportiva queste cose non devono riguardare. Noi dobbiamo fare il massimo di quello che dovevamo fare prima e dopo la sentenza di ieri, stare in silenzio e fare questa sfida partendo da questi 22 punti cercando di fare il massimo possibile. E i ragazzi sono convinto che faranno di tutto per ottenere il massimo e magari fare qualcosa di straordinario, nel calcio non si sa mai”.

Sente una maggiore responsabilità dopo la squalifica di Cherubini?

“Alla Juventus ognuno di noi a seconda del ruolo ha la propria responsabilità. Sono molto dispiaciuto a livello personale per Federico Cherubini, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved e Paolo Garimberti. Oltre all’aspetto professionale c’è anche quello umano che va al di là di questo”.

Vedendo la sentenza le è venuto da pensare “ce l’hanno con noi perché siamo la Juve”?

“Dopo che mi hanno detto della richiesta di 9 punti ho subito fatto il calcolo per vedere quanti punti ci servivano per andare in Champions, quando è arrivata la sentenza dei 15 punti ne ho fatto un altro per vedere i punti che servirebbe per entrare in Champions. Per arrivarci serve qualcosa di straordinario”.

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Roberto Ferrerohttps://www.calcioj.com
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Ho la fortuna di seguire il calcio per lavoro ma è la mia più grande passione. La mentalità sportiva con la quale sono cresciuto mi facilita il compito di giornalista imparziale. La mia seconda passione sono i motori. Leggo, studio e seguo corsi di aggiornamenti per giornalisti e tecnici dell'informazione.

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