Mercato Juve, Spalletti ritrova Kessié: perché è saltato tutto

I retroscena del calciomercato sanno spesso trasformarsi in intriganti trame da batticuore, pronte a riemergere con forza alla vigilia dei grandi appuntamenti di Serie A. L’imminente scontro diretto dell’Allianz Stadium tra Juventus e Atalanta mette infatti di fronte due realtà divise da una ferita ancora aperta, maturata nei concitati giorni di fine agosto quando il nome di Franck Kessié ha infiammato gli uffici della Continassa prima di sfumare in modo del tutto inaspettato.

La storia di un corteggiamento fallito a un passo dal traguardo trova origine nella precisa volontà di Luciano Spalletti, che aveva identificato nell’ex centrocampista del Milan l’innesto ideale per infondere fisicità, personalità e leadership alla propria linea mediana. Una trattativa articolata, condotta attraverso serrati vertici milanesi tra la dirigenza piemontese e il procuratore dell’ivoriano, sembrava ormai aver spianato la strada verso la firma. La svolta clamorosa si è consumata tuttavia il 29 agosto, quando il giocatore ha gelato l’ambiente bianconero annunciando l’interruzione definitiva di ogni margine negoziale, pur rivolgendo un sincero ringraziamento al tecnico toscano per l’attestato di stima.

Calciomercato Juve, retroscena Kessié: perché è saltata in estate

A cogliere al volo l’opportunità è stata l’Atalanta guidata da Cristiano Giuntoli, lesta ad approfittare del canale privilegiato tra la famiglia Percassi e l’entourage del calciatore. Mettendo sul piatto uno stipendio più ricco e una durata contrattuale più estesa rispetto alle condizioni proposte da Torino, la società bergamasca ha bruciato la concorrenza garantendosi l’esperto mediano. Spinta dall’esigenza di trovare un’alternativa immediata, la squadra mercato bianconera ha reindirizzato le proprie risorse oltremanica, definendo a tempi di record l’arrivo dal Tottenham di Pape Matar Sarr attraverso la formula del prestito con riscatto condizionato.

Analizzando il rendimento maturato finora dalle due pedine, la scelta forzata della Juventus sembra aver intrapreso una parabola quantomai promettente. Mentre il centrocampista ivoriano stenta ancora a lasciare un’impronta decisiva in una Dea altalenante, accumulando novantasette minuti senza acuti, il giovane senegalese ha saputo sfruttare al meglio i centonove minuti fin qui disputati. Superata la fase di riatletizzazione dovuta al risentimento muscolare patito durante gli ultimi mesi londinesi, l’ex Spurs si è preso la scena nel recente impegno di Europa League contro il NEC Nijmegen.

Il debutto continentale di Sarr ha conquistato critici e tifosi grazie a una prestazione totale, caratterizzata da una precisione nei passaggi vicina alla perfezione e da un’imponente mole di palloni sradicati agli avversari. A fare la differenza è stata anche la personalità debordante mostrata a bordo campo, testimoniata da uno scambio d’opinioni schietto e maturo con la guida tecnica durante la gara, subito rimarcato con orgoglio dallo stesso allenatore.

Con ben cinque anni in meno sulla carta d’identità rispetto all’attuale perno dell’Atalanta, il profilo del senegalese incarna la sintesi di un investimento orientato alla crescita e al futuro. La sfida dell’Allianz Stadium offrirà il teatro perfetto per verificare se la rinuncia forzata al vecchio pallino di mercato possa davvero trasformarsi nella più grande fortuna del nuovo corso torinese.