Juve umiliata all’esame Barça: ingenua e sfilacciata, così è un flop annunciato

E meno male che il Barcellona doveva essere una squadra in forte crisi. La Juventus si fa “matare” dalla formazione catalana nel suo fortino, senza mai tirare in porta (se non in offside), mostrando squilibri sia tattici che mentali. 

Quella che si è vista all’Allianz Stadium è la differenza palpabile tra un collettivo ancora in corso di costruzione, alla ricerca della sua strada (possibilmente un vicolo cieco per gli avversari, anziché le autostrade spalancate a Messi & co.) e uno che nei momenti di difficoltà sa compattarsi e alzare il livello in Europa.

DAVANTI – Certo, gli episodi non hanno aiutato, tra la deviazione di Chiesa sul primo gol di Dembelé e i tre (tre!) gol di Morata (che intesa con Cuadrado!) annullati dal Var per fuorigioco. Ed è anche vero che mancava Cristiano Ronaldo, ma il Barcellona era senza mezza difesa e chi era atteso alla vigilia come fuoriclasse juventino, Dybala, non ha saputo prendere in mano la situazione come fece tre anni e mezzo fa in quel magico quarto di finale. Che per ora resta la sua miglior prestazione in carriera in Champions, sperando che replichi prima possibile…

IN MEZZO – Ma la mediana dov’era? Mentre dall’altra parte Koeman puntava, con successo, allo spirito dell’ex nello schierare Pjanic dal 1′, Pirlo non si fidava a lanciare Arthur, il giocatore che accarezza meglio la palla e che avrebbe permesso probabilmente di cucire i reparti come invece ha saputo fare il Barça. Se poi guardiamo Rabiot, “cavallo pazzo” che stasera è sembrato più un pony al pascolo, le domande sulla scelta (o meglio, la mancata scelta) del “Maestro” in mezzo al campo fioccano copiose. E impietose. 

DIETRO – E poi il finale di gara, dove i nervi rischiano di saltare maggiormente, ha messo a nudo tutti i limiti caratteriali di molti giocatori per i quali questi esami sono i più importanti, e dai quali dovranno imparare in fretta. Da Demiral, troppo ingenuo nei due falli da ammonizione a pochi minuti di distanza, fino a Chiesa e Kulusevski, frecce spuntate che non sono riuscite a incidere come fatto finora, passando dal solito Bernardeschi che in pochi minuti è riuscito a lasciare la sua firma al limite della propria area atterrando Ansu Fati per il rigore con cui Messi ha chiuso i giochi.

GLOBALMENTE – Insomma, la squadra è in piena trasformazione e sta lavorando per accorciare i reparti. Ma questo si vedeva già nelle prime uscite stagionali. Oggi però abbiamo appreso quanto percorso ci sia ancora da fare per trovare non solo la giusta quadra tattica ma pure la mentalità adeguata in certi palcoscenici. Per ripetizioni chiedere a Bonucci e Danilo, spesso criticati, ritenuti inadeguati, ma stasera puntuali e grintosi al punto giusto.

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fonte: ilbianconero.com

Leonardo Costa
Leonardo Costahttps://www.calcioj.com
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Dopo varie esperienze lavorative nell'ambito giornalistico, mi sono specializzato in quello sportivo e in particolare con il portale Calcioj.com. Da sempre pratico sport con una passione particolare per il calcio e la bici. Occhio sempre vigile sull'evoluzione dell'informazione.

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