L’attenzione della Juventus su Lorenzo Palmisani trova un terreno estremamente fertile tra le mura domestiche del giovane portiere della Nazionale Under 21, dove la passione per i colori bianconeri è una tradizione di famiglia consolidata nel tempo. Le prestazioni sfornate con la maglia del Frosinone e gli interventi spettacolari che ne stanno caratterizzando la crescita nel massimo campionato italiano non sono passati inosservati alla Continassa, dove la dirigenza continua a monitorare con grande interesse il profilo dell’estremo difensore in vista delle future strategie per la porta.
Palmisani-Juve, la famiglia sogna il bianconero

Dalle parole piene di orgoglio del padre Piero, intervistato da TuttoSport, traspaiono le radici di questo legame viscerale: «Lorenzo alla Juve? Non sappiamo cosa dire, siamo proprio tutti juventini. E pensare che il destino gli ha permesso di esordire in A proprio contro la Juve. Abbiamo sperato che Calvani segnasse l’1-1, sarebbe stato bellissimo. È chiaro che la Juve sia un sogno, ma a noi basta soltanto che nostro figlio sia sempre felice».
Poi prosegue: «Per noi la Juve viene prima di tutto, in famiglia la tifiamo da sempre e ora siamo molto felici». I sacrifici che hanno portato il giovane classe 2004 ai vertici del calcio nazionale sono stati condivisi da tutti i familiari: «Ci stiamo togliendo delle soddisfazioni enormi in questo momento: siamo una famiglia umile e per noi non è facile gestire il flusso di emozioni, soprattutto dopo la partita contro il Como».
Dai primi passi nei campi dilettantistici della ciociaria fino alla consacrazione con il club frusinate, la strada non è stata priva di ostacoli, comprese le tappe formative in prestito tra Olbia e Lucca: «All’inizio quando è andato via di casa eravamo in pensiero per lui: a Olbia non è andata bene, a Lucca è stata un’avventura travagliata. Poi il Frosinone ha scelto di farlo crescere in prima squadra, è stata una decisione netta».
L’intuizione di arretrare il proprio raggio d’azione tra i pali è arrivata all’età di nove anni, contro il parere iniziale del padre che ne ripercorre gli esordi: «Quando io e mia moglie ci siamo sposati allenavo una piccola squadra femminile della nostra zona e lei giocava in porta. Era una realtà amatoriale, facevamo anche un campionato: ci siamo portati dietro spesso Lorenzo e lui piano piano si è appassionato al calcio, ma subito non faceva il portiere. Preferiva giocare in mezzo al campo, non era male, poi un giorno ci ha detto che voleva stare in porta. Lui era alto e così ha deciso di cambiare ruolo: aveva 9 anni. Io gliel’avevo sconsigliato, è una posizione particolare, devi essere forte mentalmente: ad un certo punto sei solo. Ma lui è stato testardo…».
Questa determinazione ha consentito al giovane talento di scalare le gerarchie e conquistare sul campo la promozione dalla Serie B prima dell’esordio nella massima serie: «Che gioia l’esordio in A coi bianconeri: a Frosinone ambiente magico anche grazie ad Alvini». I genitori lo hanno supportato costantemente durante tutto il percorso: «Abbiamo seguito nostro figlio in tutta Italia: fa il portiere grazie alla mamma». Il padre ha infatti ricordato la vicinanza della famiglia al ragazzo: «Siamo sempre andati con lui in giro per l’Italia, anche quando non giocava tanto. Ci siamo sempre stati. Lorenzo non ha mai mollato, noi per lui eravamo disposti a tutto».
Calciomercato Juve, bianconero in pole per Palmisani

Il forte attaccamento della famiglia alla maglia bianconera rende il potenziale approccio da parte del club piemontese qualcosa di molto diverso da una semplice opportunità professionale. Per il ragazzo e per il suo entourage la prospettiva di un trasferimento sotto la Mole rappresenterebbe il coronamento di un vero e proprio sogno d’infanzia, cullato fin dai primi passi nel mondo del pallone e alimentato dal tifo condiviso a casa.
Nonostante il gradimento della famiglia e l’interesse mai tramontato della dirigenza torinese — che aveva già provato a bloccare il calciatore prima di lasciarlo in prestito a Frosinone —, la corsa per assicurarsi le sue prestazioni si preannuncia competitiva, con l’inserimento di realtà come Milan e Atalanta. La Juventus resta tuttavia in una posizione di privilegio, forte di un canale affettivo e di una stima reciproca che potrebbero rivelarsi determinanti nelle future trattative di mercato.