Quanto è costato lo Juventus Stadium e chi lo ha progettato

Inaugurato nel settembre del 2011 sulle ceneri del vecchio e mai amato Stadio Delle Alpi, lo Juventus Stadium (noto oggi per ragioni di sponsorizzazione come Allianz Stadium) ha rappresentato una pietra miliare per il calcio italiano. È stato infatti il primo impianto moderno di proprietà di un club di Serie A, concepito non solo per ospitare eventi sportivi, ma per generare ricavi continuativi sette giorni su sette, rivoluzionando completamente il concetto di intrattenimento legato al pallone nel nostro Paese. E’ stato necessario un investimento massiccio ma per una cifra considerata straordinariamente contenuta se paragonata ai costi di costruzione dei mega-impianti sorti nello stesso periodo in Inghilterra o in Spagna.

La Juventus è riuscita a ottimizzare i costi grazie a una strategia ingegneristica e commerciale intelligente come il riciclo di materiali e un finanziamento preventivo. Nel primo caso, per la costruzione dell’impianto sono stati frantumati e riutilizzati i materiali derivanti dalla demolizione del Delle Alpi, risparmiando sui costi di logistica e sulle materie prime. Per quanto riguarda invece il secondo aspetto, una parte cospicua dei costi è stata coperta in anticipo grazie all’accordo con la società Sportfive per la cessione dei naming rights (i diritti di denominazione), oltre che dalla vendita anticipata delle aree commerciali adiacenti allo stadio, poi trasformate nel centro commerciale Area12.

Juventus Stadium: quanto è costato e chi lo ha progettato

Scritta Juventus
Scritta Juventus

La doppia strategia attuata ha portato a un investimento complessivo di ‘solo’ 155 milioni di euro, per un risparmio significativo in paragone con altre strutture simili realizzate all’estero. Il design e l’architettura dello Juventus Stadium sono il frutto del lavoro sinergico di un pool di professionisti e studi di architettura di primissimo piano. Il coordinamento e la firma del progetto architettonico sono stati affidati a due studi principali:

  • Studio GAU (Architetto Gino Zavanella): uno dei massimi esperti italiani nella progettazione di impianti sportivi, che ha curato l’estetica generale e l’integrazione della struttura con l’ambiente circostante.
  • Studio Shesa (Architetti Hernando, Eloy e Stefano Suárez): studio internazionale che ha affiancato Zavanella nella definizione delle linee moderne dell’impianto.

La vera sfida ingegneristica, tuttavia, ha riguardato la spettacolare copertura sospesa e l’assenza di barriere visive tra gli spalti e il terreno di gioco. Questa componente strutturale d’avanguardia è stata interamente progettata e calcolata da due luminari dell’ingegneria italiana: il professor Massimo Majowiecki e l’ingegner Francesco Ossola. Majowiecki, celebre in tutto il mondo per le sue tensostrutture, ha ideato il sistema di stralli e cavi d’acciaio che sorregge la copertura leggera. Questa soluzione permette di non avere nessun pilastro o elemento di sostegno interno che possa ostruire la visuale degli spettatori, garantendo a tutti i circa 41.500 spettatori una visibilità perfetta e ravvicinata, con le prime file distanti appena 7,5 metri dalle linee di gioco. La Juventus ha così avuto la sua nuova casa, fatturando cifre importanti annualmente a favore del bilancio bianconero, riconosciuta oggi a livello mondiale.