Il mercato estivo della Juventus potrebbe regalare un clamoroso e inaspettato colpo di scena proprio nel reparto avanzato. Dusan Vlahovic, ora, crede fermamente nella possibilità di un ritorno in bianconero. Le ultime indiscrezioni rivelate da Tuttosport aprono a un’incredibile inversione di marcia: il centravanti serbo sta infatti spingendo con forza per ricucire lo strappo e rivestire la maglia della Vecchia Signora. I segnali inviati dal giocatore in questi giorni sono inequivocabili e testimoniano una forte “voglia di Juve”, recapitata direttamente a diverse componenti del club: dai membri della dirigenza all’allenatore Luciano Spalletti, fino a toccare gli ex compagni di squadra.
La società bianconera, dal canto suo, sta valutando seriamente la situazione senza fretta, mossa anche da ragioni strategiche ed economiche che potrebbero superare i vecchi attriti. Un dettaglio simbolico ma indicativo fotografa perfettamente lo stato d’animo del bomber serbo: mentre Filip Kostic (anche lui svincolato dal primo luglio) ha svuotato completamente il proprio armadietto portando via ogni effetto personale dal centro sportivo, quello di Vlahovic è rimasto intatto. È fermo a come lo aveva lasciato dopo l’ultima partita contro il Torino, sigillata da una sua doppietta personale. Dopo quel match era seguito un lungo silenzio e il naufragio della trattativa imbastita con Damien Comolli, che aveva sancito il momentaneo divorzio.
Ritorno Vlahovic: ecco la posizione della Juventus

Oggi, però, lo scenario si è capovolto. Vlahovic ha temporaneamente congelato la ricca proposta arrivata dal Besiktas proprio perché ha capito di dover rivedere le proprie pretese salariali. Il serbo è ora più morbido sulle richieste economiche, propenso a fare un passo indietro sulle commissioni e consapevole che le cifre astronomiche pretese inizialmente non sono rintracciabili in nessun club d’élite europea. Davanti a questa concreta ‘redenzione’, la prospettiva di accogliere un attaccante del suo calibro senza dover sborsare un solo euro per il valore del cartellino fa gola alla dirigenza, specialmente in una sessione di mercato caratterizzata da scarsa liquidità complessiva.
L’amministratore delegato Giovanni Carnevali sta gestendo la situazione con estrema prudenza e un pizzico di diplomazia. Se fino a due settimane fa il dirigente liquidava la pratica affermando che il serbo non rientrava nei pensieri del club, le ultime dichiarazioni pubbliche mostrano una postura decisamente diversa: «Mi è stato chiesto se abbiamo avuto degli incontri con lui e onestamente non ne ho mai avuti per cui la porta aperta o chiusa non serve a tanto. Credo che se ci dovessero essere delle opportunità le ascolteremo».
Le parole dell’AD riflettono una verità parziale: la Juventus non ha ancora incontrato ufficialmente l’entourage del giocatore. La dirigenza ha scelto la linea del bastone e della carota, intenzionata a far cuocere il calciatore a fuoco lento, anche per una questione di principio. La Juventus non accetta l’idea di essere considerata un ripiego di lusso. La matassa è finita sulla scrivania del direttore dell’area tecnica Frederic Massara, il quale ha avviato i primi timidi contatti con Milos, il padre del centravanti.
Al momento la Continassa temporeggia poiché la priorità assoluta resta l’estenuante trattativa per Randal Kolo Muani, una telenovela di mercato ancora lontana dai titoli di coda. Tuttavia, Luciano Spalletti ha espresso il desiderio di avere due punte di peso in rosa. Solo un vertice finale e un incontro di persona tra le parti potrà stabilire se i vecchi accordi di separazione sigillati a giugno verranno definitivamente stracciati per fare spazio al clamoroso ritorno.