Il tormentone di mercato più intricato dell’estate bianconera si arricchisce di un capitolo totalmente inedito e, per certi versi, potenzialmente decisivo. Quando la rottura sembrava ormai certificata dal calendario, un clamoroso retroscena svelato dalle pagine de La Stampa ribalta completamente la prospettiva sul futuro dell’attacco della Vecchia Signora: dopo il passo in avanti di Dusan Vlahovic svelato questa mattina da TuttoSport, il giornale svela di una telefonata diretta tra Luciano Spalletti e il servo che avrebbe riaperto ufficialmente i giochi per la permanenza dell’attaccante a Torino. Non si sarebbe trattato di un semplice contatto di cortesia ma appunto di un colloquio franco, profondo e strategico, fortemente voluto dall’allenatore toscano per tentare una complessa quanto affascinante opera di ricucitura diplomatica e tecnica.
Nel corso del dialogo bilaterale, l’allenatore della Juventus avrebbe voluto innanzitutto sgomberare il campo dai dubbi di natura tecnica, confermando a Vlahovic la sua totale e incondizionata stima calcistica. Spalletti considera il classe 2000 un elemento potenzialmente devastante per i suoi schemi, ma al contempo ha voluto dettare le sue rigide condizioni per rimettere in piedi il matrimonio. Il tecnico ha chiesto al centravanti una totale disponibilità a rimettersi in discussione.
Calciomercato Juve, telefonata Spalletti-Vlahovic: le condizioni del tecnico

Il tecnico, come racconta La Stampa, avrebbe posto l’accento su tre pilastri fondamentali. Innanzitutto il sacrificio economico: ovvero adeguarsi ai nuovi e rigidi binari finanziari imposti dalla società, abbandonando le pretese salariali avanzate in precedenza. Poi la svolta comportamentale: cioè mostrare un atteggiamento impeccabile, costruttivo e privo di personalismi all’interno delle dinamiche quotidiane della Continassa. Infine la totale adesione tattica: garantire una partecipazione attiva, feroce e di totale abnegazione nei confronti del neonato progetto tecnico.
Un aut-aut che l’attaccante ha recepito positivamente, tanto da spingerlo a compiere il passo successivo: chiedere un faccia a faccia ufficiale alla dirigenza della Juventus per verificare se sussistano i margini reali per ricostruire un’intesa o se le distanze economico-contrattuali rimangano ancora insormontabili. La portata di questo retroscena si inserisce perfettamente in un contesto che, negli ultimi giorni, aveva iniziato a insospettire gli addetti ai lavori. Sulla carta, la travagliata avventura tra Vlahovic e il club piemontese sembrava essere arrivata ai titoli di coda lo scorso 30 giugno, giorno della naturale scadenza del vincolo contrattuale del bomber.
Ritorno Vlahovic: dagli indizi alle parole di Carnevali

Eppure, a differenza di quanto accade di consueto in questi casi, la separazione non è mai stata accompagnata dai classici passaggi formali. Dalla sede del club non è mai partito alcun comunicato ufficiale di congedo o di ringraziamento, e parallelamente i canali social del calciatore sono rimasti totalmente orfani di messaggi di addio o di saluto alla tifoseria. Questo insolito e prolungato “doppio silenzio” ha rappresentato il primo vero indizio di una strategia prudente: nessuna rottura definitiva, bensì la comune e tacita intenzione di mantenere uno spiraglio aperto in attesa di eventi.
A rendere concretamente possibile questo tentativo di riconciliazione è stata la profonda metamorfosi vissuta dai quadri societari della Juventus. Rispetto alla precedente gestione di Damien Comolli, che aveva spinto con forza per una netta separazione optando per linee guida drastiche, l’insediamento del nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali ha modificato radicalmente l’approccio alla vicenda. Carnevali ha scelto una linea d’azione decisamente più cauta e diplomatica. Pur non avendo cercato attivamente l’attaccante in prima persona, l’Ad della Juventus proprio ieri ha pubblicamente ribadito che la porta è aperta.