Vicario: “Non mi sento una ruota di scorta: ho aspettato la Juve”

La rivoluzione estiva della Juventus ha riguardato anche e soprattutto la porta. L’addio di Michele Di Gregorio, volato in Premier League al Bournemouth, ha spalancato le porte della Continassa a Guglielmo Vicario. Prelevato dal Tottenham in prestito con opzione di riscatto fissata a 8 milioni di euro più bonus, il classe ’96 ha impiegato pochissimi giorni per imporsi non soltanto come riferimento tecnico, ma come vero e proprio leader emotivo del nuovo corso firmato Luciano Spalletti.

Le prime uscite di campionato contro Frosinone e Parma hanno certificato le sue abilità e la sua autorevolezza tra i pali. Con interventi di rilievo — tra cui un riflesso determinante nel successo interno contro i ducali — il portiere friulano ha mostrato quella sicurezza e quella lettura delle traiettorie che avevano convinto la dirigenza piemontese a virare con decisione su di lui a metà agosto. Oggi Vicario ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Vi proponiamo alcuni passaggi. L’estremo difensore ha raccontato l’arrivo delle scorse settimane svelando alcuni piccoli retroscena della vicenda.

Juve, intervista Vicario a La Gazzetta dello Sport

Juve-Vicario
Nuovo portiere Juve: Vicario arrivato dal Tottenham quest’estate

Buffon le ha mandato un messaggio?

«Ci siamo sentiti quando ho firmato, ma quello che mi ha detto preferisco che resti tra noi. Gigi ha speso belle parole su di me e non posso che ringraziarlo. Per fortuna i paragoni con Buffon sono impossibili: parliamo del migliore portiere della storia del calcio, un extraterrestre in tutto: tecnica, carisma, continuità. Io devo costruirmi la mia strada»..

Com’è la Juventus vista dall’interno?

«Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei, mentalità vincente. Anche la pressione, che è giusto ci sia: la Juve è mondiale. È seguita da milioni di tifosi, me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici».

Non è un mistero che la Juve, prima di affondare per lei, abbia trattato Alisson (Liverpool) e Martinez (Chelsea). Si è sentito una ruota di scorta?

«Io ho sempre sperato di arrivare alla Juventus, ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui è perché il club e l’allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l’ho raggiunto, tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. Conta il presente, non il passato».