Presente a Perth in veste di Legend ufficiale del club, Alessandro Del Piero ha vissuto da vicino le tappe della tournée australiana della Juventus, fermandosi a salutare le centinaia di sostenitori accorsi prima di accomodarsi in tribuna per il derby d’Italia. La sua presenza allo stadio è durata soltanto per i primi quarantacinque minuti di gioco, dettata dall’esigenza stringente di imbarcarsi su un volo di rientro verso l’Europa. La bandiera juventina quest’oggi ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
Tra le doti di Kerim Alajbegovic — definito come un prospetto di grandissimo avvenire per il quale serve la giusta pazienza — e il gradito ritorno di Randal Kolo Muani, Del Piero ha espresso totale garanzia sulle capacità gestionali di Luciano Spalletti. Al di là poi di come è andato il risultato, per lui è stata un’emozione assolutamente forte vedere la sua Juventus in quell’Australia che lo aveva accolto a fine carriera. Vi proponiamo un estratto dell’intervista di oggi alla rosea.
Calciomercato Juve, Del Piero punta su Spalletti e Alajbegovic

E della seconda Juventus targata Spalletti che idea si è fatto?
«C’è continuità rispetto all’anno scorso, sia per quanto riguarda la rosa che per quanto riguarda lo staff tecnico. Le novità portano l’entusiasmo del cambiamento ma conoscersi prima di ricominciare è un valore per cementare l’unione del gruppo. L’estate è un periodo fondamentale e difficile perché devi mettere la benzina che servirà durante la stagione ma con tanti viaggi non puoi allenarti al top, ottimizzando il lavoro sotto l’aspetto fisico e tattico. La cosa che più mi auguro è che la Juventus si comporti da squadra, ecco».
Il mercato finora ha portato Kolo Muani (ex Psg), Alajbegovic (Bayer Leverkusen), lo svincolato Celik (Roma) e l’azzurrino Ekhator (Genoa): soddisfatto dei colpi?
«Kolo Muani ha fatto bene nel periodo che ha già trascorso alla Juventus. È noto che è stato accolto con grande felicità al suo ritorno, quindi bene così. L’investimento su Alajbegovic invece mi fa particolarmente piacere. Innanzitutto perché parliamo di un talento giovane che in prospettiva può diventare tanta roba. E poi è bello che un ragazzo così quotato abbia scelto il campionato italiano per crescere: ci stiamo abituando a farceli rubare… Ora però non carichiamolo di pressioni: concediamogli il tempo di crescere e di adattarsi. In questo senso sono certo che Spalletti saprà come gestirlo».
Tornerà mai alla Juventus come dirigente?
«Ho ricevuto circa mille volte questa domanda e rispondo così: soltanto Dio sa cosa succederà… Per il momento mi godo questo ruolo che la società mi ha chiesto di interpretare, perché come Legend sto molto a contatto con la gente. Per il resto il mio legame con la Juventus e i suoi colori va molto al di là del lavoro che svolgo».