Un intricato retroscena caratterizza le battute conclusive del calciomercato della Juventus, rivelando come il reparto difensivo abbia rischiato fino all’ultimo secondo di cambiare volto. Al centro di questo intreccio figura Juan Cabal, la cui posizione ha involontariamente paralizzato la strategia in entrata studiata dalla dirigenza piemontese. Nel corso dei mesi estivi, il difensore colombiano aveva alzato un muro invalicabile rifiutando ben tre differenti proposte di trasferimento come svela quest’oggi TuttoSport: ovvero le avance dei turchi del Besiktas, il sondaggio del Genoa e l’interesse concreto espresso dal Bologna. Tutto rispedito al mittente fermamente convinto di potersi ritagliare un ruolo di rilievo all’interno dell’organico bianconero.
La percezione del calciatore è tuttavia mutata radicalmente con l’inizio delle gare ufficiali, quando le decisioni di Luciano Spalletti hanno chiarito la reale scala delle priorità. Di fronte alle imperfette condizioni fisiche di Andrea Cambiaso, la guida tecnica ha preferito affidarsi all’esperienza di Zeki Çelik, lasciando intendere come gli spazi per l’ex calciatore dell’Hellas Verona fossero destinati a ridursi ai minimi termini. Questa presa di coscienza ha spinto il terzino a valutare un addio soltanto allo scadere della sessione estiva, innescando una corsa contro il tempo che si è rivelata fatale per i piani strategici della società.
Calciomercato Juve, cessione Cabal sfumata in extremis

Quando la prospettiva di un minutaggio marginale si è fatta concreta, il difensore ha aperto alla possibilità di accasarsi all’Atalanta, spinto dalla stima del direttore Cristiano Giuntoli — l’uomo che lo aveva condotto a Torino due anni prima — e dal gradimento del tecnico Maurizio Sarri, desideroso di un innesto di ruolo sulla fascia mancina. Tra la dirigenza torinese e quella bergamasca era in fase di avanzata definizione una formula basata su un obbligo di riscatto condizionato, studiata per garantire alla Juventus la certezza di un incasso futuro al termine della stagione corrente. Tuttavia, le tempistiche risicate e le complicazioni burocratiche sorte tra le parti hanno impedito che i dettagli venissero formalizzati prima della chiusura dei depositi.
Le ripercussioni di questo ritardo si sono abbattute direttamente sulle operazioni in ingresso pianificate dai vertici della Continassa. La società sabauda aveva infatti bloccato da tempo Nicolás Tagliafico, trovando la quadra sia con l’Olympique Lione sia con il difensore della nazionale argentina per il suo approdo a Torino. La necessità di liberare un posto e incassare risorse attraverso l’uscita di Cabal ha però ritardato il via libera definitivo per il campione del mondo. Con il passare delle ore e l’impossibilità di garantire la chiusura imminente dell’affare, la Juventus si è vista costretta a sciogliere l’intesa con l’entourage del sudamericano, favorendo l’inserimento dell’Atletico Madrid che si è assicurato il cartellino del terzino. Nemmeno il tardivo sondaggio della Roma ha potuto riaprire i giochi, lasciando l’organico di Spalletti privo del rinforzo sperato in corsia.