Costruire un tesoretto di circa 80 milioni di euro attraverso le cessioni rappresenta la priorità assoluta in casa Juventus. La dirigenza di via Druento si trova nella necessità di fare cassa per finanziare la seconda fase della sessione estiva, propedeutica all’inserimento dei nuovi tasselli richiesti da Luciano Spalletti: un punto di riferimento per l’attacco, un estremo difensore, un perno centrale per la retroguardia e un rinforzo a metà campo.
A confermare la complessità del momento è stato lo stesso amministratore delegato Giovanni Carnevali, il quale ha ammesso apertamente come il lavoro sulle uscite sia ancora corposo e non privo di ostacoli. I vincoli legati al rispetto del Fair Play Finanziario della UEFA impongono una rigorosa disciplina di bilancio, ma tramutare gli esuberi in risorse liquide si sta rivelando un compito tutt’altro che agevole.
Calciomercato Juve, le mancate cessioni pesanti

L’avvio delle manovre in uscita ha registrato la prima fumata bianca con la partenza di Lois Openda, passato al Lione in prestito con diritto di riscatto a fronte di un corrispettivo da 3,5 milioni di euro. A stretto giro sono attese anche le formalizzazioni degli addii di Vasilije Adzic, diretto al Sassuolo, e di Joao Mario, pronto a sposare il progetto della Fiorentina.
Molto più complesse risultano invece le posizioni di alcuni elementi precedentemente considerati tra i principali candidati a far cassa. Per Gleison Bremer non sono pervenute proposte ritenute soddisfacenti — compreso il sondaggio del Galatasaray, che proponeva al difensore un ingaggio da 8 milioni netti —, così come per Andrea Cambiaso. Parallelamente, la potenziale cessione di Khéphren Thuram, che vantava stimatori in Premier League ed era valutato sui 40-45 milioni di euro, ha subito un arresto forzato a causa di un infortunio al ginocchio che tiene il centampista francese ancora ai box.
Cessioni Juve: obiettivo tesoretto da 80 milioni così

Il tandem dirigenziale composto da Carnevali e dal direttore tecnico Ricky Massara lavora alacremente per trovare una collocazione ai calciatori che non rientrano più nel progetto tecnico. Il primo ostacolo è rappresentato da Jonathan David: il centravanti canadese non fa parte dei piani tattici della guida tecnica, ma lo stipendio da 6 milioni di euro netti spaventa i club interessati, mentre la sua volontà di non muoversi rischia di bloccare le entrate nel reparto avanzato. Situazione analoga per Edon Zhegrova, reduce da un’annata negativa e incapace di dare segnali di svolta nelle recenti uscite amichevoli, contesto che al momento tiene lontane offerte concrete.
Incertezza totale anche sul futuro di Teun Koopmeiners, arrivato al termine di un biennio al di sotto delle aspettative e con un peso a bilancio residuo di 33 milioni di euro. Onde evitare minusvalenze, la società potrebbe valutare la via del prestito, con Manchester United e Aston Villa che monitorano la situazione. Sul fronte Nico Gonzalez, l’esterno argentino spinge per riabbracciare l’Atletico Madrid dopo l’esperienza della passata stagione. Gli spagnoli hanno rinunciato al riscatto prefissato a 32 milioni e cercano uno sconto, ma i piemontesi non intendono scendere sotto l’asticella dei 25-28 milioni di euro.
Sullo sfondo si registrano anche il forte interesse del Napoli per Federico Gatti (valutato tra i 20 e i 25 milioni) e le valutazioni sugli altri esuberi in organico: Michele Di Gregorio (per cui si chiedono circa 15 milioni), Fabio Miretti(stimato sui 15-20 milioni), oltre ai vari Cabal, Rugani e Arthur, tutti inseriti nella lista dei possibili partenti per raggiungere il fatidico traguardo finanziario.