Quando gli appassionati di calcio sentono il nome di Júlio César, la mente corre immediatamente alle parate dell’ex leggendario portiere dell’Inter del Triplete. Ma per i tifosi della Juventus e per gli amanti del calcio anni Novanta, quel nome evoca un’altra figura mitica: Júlio César da Silva, il centrale difensivo che l’avvocato Gianni Agnelli definì “più tedesco che brasiliano”. e noto anche come la Muraglia Nera.
Júlio César, il primo difensore brasiliano della Juventus
Il suo arrivo sotto la Mole nell’estate del 1990 rappresentò una vera e propria rivoluzione culturale all’interno della società bianconera: la Juventus non acquistava un calciatore brasiliano dai tempi di José Altafini, e non aveva mai avuto un difensore centrale verdeoro nella sua intera storia.
L’operazione venne conclusa con il Montpellier per la cifra di 850 milioni di lire. L’Avvocato Gianni Agnelli, incuriosito dalla serietà e dalla fisicità di quel ragazzone atipico rispetto allo stereotipo dei brasiliani amanti della vita mondana, volle conoscerlo di persona invitandolo a cena subito dopo il suo arrivo a Torino. Al termine della serata, l’Avvocato sentenziò con una delle sue celebri battute: «Sembra più un tedesco che un brasiliano». Al profilo compassato si univa una forza d’urto spaventosa in campo, che ai Mondiali in Messico del 1986 gli era già valsa il soprannome globale di “Muraglia Nera”.
Come Júlio César è arrivato alla Juventus
Júlio César muove i suoi primi passi calcistici nel Noroeste, la squadra della sua cittadina natale, per poi passare al Guarani di Campinas. Entrato stabilmente in prima squadra nel 1979, debutta nella massima serie brasiliana nel 1982, disputando 17 partite e mettendo a segno 2 reti, mettendosi in luce come uno dei migliori elementi della linea difensiva accanto a compagni del calibro di Wilson Gottardo.
Dopo la straordinaria vetrina del Mondiale 1986, sbarca in Europa acquistato dai francesi del Brest in Division 1, dove gioca da titolare inamovibile. Nel 1987 si trasferisce al Montpellier, club neopromosso che trascina fino a uno storico terzo posto in campionato e con cui solleva la Coppa di Francia nel 1990.
A Torino, sotto la guida sapiente di Giovanni Trapattoni e al fianco di “veri” tedeschi come Jürgen Kohler e Stefan Reuter, cementa una difesa imperiale. In bianconero gioca per quattro stagioni, collezionando prestazioni di altissimo livello e conquistando da protagonista assoluto la Coppa UEFA 1992-1993.
Nel 1994 si trasferisce in Germania, sposando il progetto del Borussia Dortmund. In quattro campionati con i gialloneri vince due volte la Bundesliga ma, ironia della sorte, compie il suo capolavoro sportivo proprio contro il suo passato: nel 1997 batte la Juventus nella celebre finale di Monaco di Baviera, conquistando la UEFA Champions League e la successiva Coppa Intercontinentale.
Prima di ritirarsi affronta una breve parentesi di ritorno in Brasile al Botafogo (16 presenze nel 1998), torna per altre cinque partite al Borussia Dortmund, vola in Grecia al Panathinaikos e infine rientra in Germania per vestire la maglia del Werder Brema. Chiude la sua immensa carriera nel 2001 difendendo i colori del Rio Branco.
Cosa fa oggi Júlio César?
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Júlio César ha deciso di mettere tutta l’esperienza e i contatti accumulati in giro per l’Europa al servizio dei calciatori del futuro. Per un periodo ha ricoperto il ruolo di consulente di mercato per il Borussia Dortmund in Sudamerica ed è stato direttore sportivo del Rio Branco, la squadra con cui aveva concluso l’attività agonistica.
Oggi, Júlio César è a tutti gli effetti un affermato procuratore sportivo e agente di calciatori. Vive e gestisce i suoi affari principalmente in Brasile, dove supervisiona la crescita di giovani promesse con l’obiettivo di traghettarle nel calcio europeo, mantenendo sempre un occhio di riguardo per l’Italia e per la sua mai dimenticata Juventus.