Nel calcio italiano esistono rivalità nate per vicinanza geografica, altre per questioni sportive e ulteriori ancora costruite nel tempo attraverso episodi rimasti impressi nella memoria collettiva. Quella tra Juventus e Fiorentina, per esempio, appartiene senza dubbio all’ultima categoria. Non è soltanto una partita di calcio: è tensione, identità, orgoglio cittadino e una lunga scia di episodi che hanno alimentato il rancore per quasi un secolo.
Per capire davvero perché ogni Fiorentina-Juventus venga vissuta ancora oggi con un’intensità quasi diversa dal normale, con non poco rancore nel capoluogo toscano, bisogna tornare indietro nel tempo. Molto indietro. Perché questa rivalità non nasce da un singolo episodio, ma da una serie di ferite sportive e simboliche che, anno dopo anno, hanno reso il rapporto sempre più acceso.
Rivalità Fiorentina-Juve dal 1928: 0-11 pesantissimo
La prima vera scintilla arriva nel campionato del 1928. La Juventus affronta una Fiorentina in enorme difficoltà, piena di assenze e con diversi giocatori improvvisati in campo. Il risultato finale è clamoroso: 11-0 per i bianconeri. Più del punteggio, però, a restare impresso nella memoria dei tifosi viola fu la sensazione di umiliazione.
A Firenze quella gara venne percepita quasi come un accanimento sportivo, un episodio che segnò emotivamente un’intera generazione di tifosi. Da lì in avanti, il sentimento verso la Juventus cambiò completamente. Non era più soltanto una squadra avversaria: diventò il simbolo di tutto ciò che Firenze non voleva rappresentare.
Rivalità Juve-Fiorentina: lo scudetto dell’82
Proseguendo poi la linea cronologica degli avvenimenti, se c’è un altro episodio che ancora oggi viene ricordato con rabbia dai tifosi viola, è il campionato 1981-82. Una lotta punto a punto tra Fiorentina e Juventus, decisa soltanto all’ultima giornata.
I viola arrivano agli ultimi 90 minuti appaiati ai bianconeri. La squadra toscana pareggia 0-0 a Cagliari in una gara piena di polemiche, soprattutto per un gol annullato a Graziani che ancora oggi viene discusso, mentre eontemporaneamente la Juventus vince a Catanzaro grazie a un calcio di rigore trasformato da Brady.
A Firenze quello scudetto viene ancora definito “lo Scudetto rubato”. È una frase che attraversa generazioni, tramandata quasi come un racconto familiare. Ancora oggi basta nominare il campionato dell’82 per riaccendere discussioni infinite tra tifosi. Ed è probabilmente lì che la rivalità esplode definitivamente a livello nazionale.
Finale UEFA 1990: Juventus-Fiorentina 3-1
Gli anni intanto passano ma il clima non migliora tra le parti. Anzi. Nel 1990 le due squadre si ritrovano contro in finale di Coppa UEFA. Per i tifosi viola quella doppia sfida rappresentava molto più di un trofeo europeo. Era la possibilità di prendersi una rivincita storica contro la squadra più odiata. La finale, però, finisce nuovamente tra polemiche e tensioni arbitrali.
Dopo la gara d’andata, finita 3-1 a favore della Vecchia Signora a Torino, il clima al ritorno diventa incandescente e a Firenze cresce la sensazione che la Juventus abbia ancora una volta avuto episodi favorevoli nei momenti decisivi. Finì 0-0 in terra viola e il titolo andò alla Juventus. Quella sconfitta lasciò un segno enorme. Ancora oggi molti tifosi della Fiorentina ricordano quella finale come una delle pagine più amare della loro storia europea.
Roberto Baggio alla Juve e rivolta a Firenze
Poi arriva il capitolo più doloroso di tutti: Roberto Baggio. Nell’estate del 1990 il fuoriclasse viola viene ceduto proprio alla Juventus. Per Firenze fu un trauma sportivo e sentimentale difficilmente spiegabile a chi non lo ha vissuto.
Baggio non era soltanto il miglior giocatore della squadra. Era il simbolo della città, il talento che faceva sognare un’intera tifoseria. Sapere che sarebbe passato proprio ai rivali storici scatenò proteste violentissime in città. Le strade di Firenze si riempirono di tifosi inferociti, con scontri, tensioni e contestazioni contro la società. Ancora oggi quel trasferimento viene considerato uno dei più traumatici della storia del calcio italiano.
Baggio nei giorni scorsi è tornato sulla questione: “Firenze si ribellò. Al ritiro azzurro di Coverciano arrivai nascosto nella volante della polizia, per non farmi riconoscere dai tifosi viola ai cancelli. Piangevo come un bambino. Si sentivano passare le ambulanze dirette verso la sede della Fiorentina, dove gli scontri durarono tre giorni. Sentivo un dolore lancinante per tutta quella rabbia e quella sofferenza. Non avevo mai voluto la cessione, ma mi sentivo colpevole
Ferite calciomercato moderne: da Bernardeschi a Vlahovic
Negli ultimi anni la rivalità non si è mai raffreddata. Nuovi trasferimenti e provocazioni hanno alimentato ulteriormente il clima. Prima Federico Bernardeschi, poi Federico Chiesa e infine Dusan Vlahovic: ogni passaggio dalla Fiorentina alla Juventus è stato vissuto come un tradimento sportivo.
Nel caso di Vlahovic, ad esempio, la tensione raggiunse livelli altissimi già durante la trattativa. Quando poi il serbo tornò al Franchi da avversario, l’atmosfera fu elettrica dal primo all’ultimo minuto. A tutto questo si aggiungono episodi simbolici rimasti impressi ai tifosi viola: esultanze considerate provocatorie, dichiarazioni pungenti, dirigenti contestati e sfide cariche di veleno agonistico.
Questi, dunque, i motivi per cui Fiorentina-Juventus ogni anno non è mai una gara qualsiasi. Per la città non è una partita, ma la partita. Si spera che la tensioni cali nel corso del tempo e la violenza si riduca a zero in assoluto, ma difficilmente ci sarà un passo indietro su un’inimicizia storica.