La caccia della Juventus al proprio centravanti titolare è stata la storia più lunga, complessa e sfibrante dell’intera sessione di calciomercato estivo. Per settimane, la trattativa tra la dirigenza bianconera e la presidenza del Paris Saint-Germain per Randal Kolo Muani si è trasformata in un autentico braccio di ferro. Tra valutazioni divergenti, formule di pagamento contese e continui rilanci, la fumata bianca è sembrata più volte sul punto di sfumare definitivamente.
A sbloccare un’impasse che rischiava di compromettere la pianificazione della nuova stagione è stata la fermezza del calciatore francese, risoluto nel voler fare ritorno in Italia dopo la parentesi positiva vissuta a Torino a inizio 2025. L’intesa finale, formalizzata ad agosto sulla base di un pacchetto finanziario da 50 milioni di euro complessivi tra quota fissa e bonus, ha finalmente consegnato a Luciano Spalletti il perno offensivo tanto atteso per completare il restyling della rosa.
Nonostante l’investimento e l’entusiasmo che hanno accompagnato il suo sbarco a titolo definitivo, le prime uscite ufficiali del classe ’98 hanno evidenziato le inevitabili scorie di un’estate trascorsa senza la necessaria continuità di preparazione. Schierato dal primo minuto sia nella trasferta d’esordio a Frosinone che nel successo casalingo contro il Parma, l’ex attaccante del PSG si è speso moltissimo nei duelli fisici e nelle sponde, ma è rimasto ancora a secco nel tabellino dei marcatori.
Kolo Muani e la Juventus: intervista al Corriere della Sera

Intervistato quest’oggi dal Corriere della Sera, anche di questo ha parlato Kolo Muani. Vi riportiamo di seguito alcuni passaggi.
Kolo Muani, dall’anno scorso, dopo i primi cinque mesi in bianconero, ha sempre voluto tornare alla Juve: perché?
«La prima esperienza era stata bellissima: compagni, staff, tifosi, tutto quanto. Era tutto perfetto e mi sentivo in famiglia. E poi era importante tornare per finire il lavoro che avevano iniziato».
Ovvero?
«Riportare in alto la Juve, la società più importante d’Italia, un club iconico».
Prima avventura da 10 gol in 22 partite: che obiettivo si è dato stavolta?
«Pensiamo partita per partita, passo dopo passo, ma voglio segnare molto e migliorare».
È appena arrivato un altro big-man, Nick Woltemade: potete giocare insieme?
«Sì. Se l’allenatore decidesse di metterci in campo entrambi non sarebbe certo un problema»
Quanto conta Juve-Milan?
«Sarà un test molto importante, anche il Milan è una grande squadra: e noi dobbiamo farci trovare pronti. E poi sono curioso, non ho mai giocato contro di loro».
Le pesa non aver ancora segnato?
«Lo so cosa si dice degli attaccanti, ma non sono preoccupato: lo spirito del gruppo è ottimo, la squadra gioca bene e crea occasioni, i gol arriveranno».