Lucumì: “Che gioia la Juve! Lite con Conceição, vi racconto tutto”

La nuova Juventus di Luciano Spalletti ha trovato il suo nuovo perno difensivo. L’arrivo a Torino di Jhon Lucumí, prelevato dal Bologna dopo un percorso di crescita straordinario in Emilia, completa un pacchetto arretrato di forza pura e struttura fisica monumentale. Destinato a comporre una cerniera centrale d’acciaio al fianco di Gleison Bremer, il classe ’98 colombiano porta in dote atletismo, abilità nei duelli aerei e una personalità travolgente. Dopo la vittoria al debutto da titolare contro il Parma, il centrale si è raccontato in un’ampia intervista esclusiva rilasciata alle colonne di Tuttosport, tracciando la rotta per la sua nuova avventura juventina.

Lucumì alla Juventus: intervista a TuttoSport

Vi proponiamo alcuni passaggi della chiacchierata

Perché ha scelto di non rinnovare, allora?

«Credevo fosse arrivato il momento di fare un nuovo passo, nuova occasione, sperando fosse ancora più grande. Allo stesso tempo sarò sempre grato al Bologna per la chance che mi ha dato, sebbene questo sia un momento sempre chiaro. Quando sono arrivato ho subito detto che quello era un grande step, ma che non volevo fermarmi al mio ultimo passo. Sono arrivato lì per crescere e migliorare, per poi provare a fare il salto. Hanno capito».

Cos’ha pensato quando la Juve ha parlato della Juventus?

«Quando sono partiti i contatti ero davvero felice. Quando si parla di una squadra come la Juve credo sia impossibile non emozionarsi e non immaginare a quello che potrebbe accadere in caso di definizione. L’ho sempre pensato, l’ho sempre avuto in mente. E quando ci siamo avvicinati sempre di più e ho visto quanto fosse concreta l’opzione, ho pensato di dover venire qui a tutti i costi. Volevo venire a Torino. Volevo vivere l’esperienza di essere un giocatore della Juventus».

Sorrideva: lei è diventato un calciatore bianconero dopo un litigio con Conceição.

«Sì, ma quelle sono cose che rimangono in campo e si chiudono lì. La verità è che in nessun momento l’ho fatto con l’intenzione di litigare».

Ne avete parlato?

«Subito. Dopo la partita. Abbiamo discusso e gli ho detto: “Fratello, non è successo assolutamente niente”. E ancora: “Scusami se ti ho mancato di rispetto in qualche momento, non l’ho fatto con cattiva intenzione”».

E lui?

«Mostrando la sua personalità e la classe che lo contraddistingue, mi ha risposto: “Fratello, non è successo nulla, non ho dato importanza a quello che è successo tra noi nella mia partita”. Sono cose che d’estate opposte si contengono a caldo: da parte mia ci sono state comunque le scuse, perché a volte capitano situazioni poco piacevoli, e che possono essere interpretate male. Il video non ha aiutato, ma tra noi è chiuso lì. E oggi abbiamo un grande rapporto».

Perché in quel momento Spalletti si è innamorato della sua personalità.

«Può essere. Ma si è sempre fatto qualcosa che fa parte del mio modo di essere, del modo in cui gioco. Mi piace dare il massimo in ogni situazione, si ogni pallone. Io sono fatto per dare il 100%. Comunque, non ho fatto niente di più per attirare l’attenzione o per qualcos’altro: è stata semplicemente la passione che mi muove. Sia piaciuto a me no, è solo qualcosa che nasce dentro di me».