Mercato Juve, Bremer annuncia: “Mai chiesta la cessione: non scappo” 

Gleison Bremer allontana con forza ogni sirena di mercato e si proclama leader del nuovo corso targato Luciano Spalletti. Nonostante una clausola rescissoria da 58 milioni di euro in scadenza il 10 agosto che potrebbe tentare diversi top club europei, il centrale brasiliano ha voluto spazzare via qualsiasi dubbio sul proprio futuro: «Non ho mai chiesto di essere ceduto, sarebbe come scappare e io voglio uscire un giorno dalla porta principale».

Attraverso un’intensa intervista esclusiva rilasciata a La Gazzetta dello Sport dal ritiro della tournée in Australia, il perno della difesa bianconera ha tracciato la strada per la sua rinascita personale e per quella della squadra. Reduce dai primi 45 minuti riassaggiati nell’amichevole contro il Chelsea a Hong Kong dopo il lungo calvario post-infortunio al ginocchio, Bremer ha spaziato dalle sue ambizioni di vittoria — rifiutando la logica dell’accontentarsi del quarto posto — fino alla sua sfera personale.

Calciomercato Juve, annuncio Bremer sul futuro

Calciomercato Juve Bremer
Calciomercato Juve, Bremer partirà comunque?

Vi proponiamo di seguito alcuni estratti

Sul tema, Bremer, ha detto una frase significativa: la Juventus non può accontentarsi di lottare per il quarto posto.

«Mi fa piacere chiarire questo punto. Io non ho pronunciato certe parole perché cercavo la scusa per andare via. Semmai provavo a rappresentare la mia ambizione: non mi accontento di chiudere la carriera con una Coppa Italia nella bacheca. Voglio di più e voglio che la Juventus torni ai livelli che le competono. Come ha detto Spalletti, siamo ancora un po’ lontani da questo traguardo ma stiamo mettendo dei mattoncini importanti per il futuro. Kolo Muani, Alajbegovic… E scommetto sul mio amico Douglas Luiz, che ha qualità da vendere e le dimostrerà».

Quindi per lei non c’è stata un’ipotesi di addio, nonostante la clausola rescissoria da 58 milioni che scade il 10 agosto.

«Io non ho chiesto alla Juve di essere ceduto. Soprattutto in un momento difficoltà, sia per il club che per me, non mi verrebbe mai in mente di farlo. Sarebbe come scappare. Se un giorno mi separerò dalla Juve, magari quando sarò più avanti con gli anni, uscirò dalla porta principale a testa alta».

I medici sostengono che dopo un crociato rotto servano due anni per tornare come prima. Quindi ci siamo quasi.

«Il primo anno dopo l’infortunio in effetti è sempre difficile, io non credevo a questa cosa. E pensavo di poter essere un’eccezione. Però la realtà purtroppo è questa. Il lato positivo è che adesso tutto procede bene, il mio corpo risponde come deve: me ne accorgo perché il recupero da uno sforzo è molto più veloce rispetto ai mesi scorsi. Adesso mi serve solo un po’ di continuità. Mi servono le partite».