Avv. Grassani: “Per la Juve nessuna pena è esclusa”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo: “Sono a Doha da novembre e si avverte un’atmosfera idilliaca, speriamo non finisca domani. Non sono un intenditore di tecnica di gioco, sicuramente non è un Mondiale di grandi solisti, è un Mondiale di colori, mescolanze, cori, è bello viverlo come evento per tutto ciò che uno si porta dietro quando rientra. I tifosi del Marocco sono, in proporzione, più di quelli Argentini: sono numerosissimi e rumorosissimi, partecipano con un trasporto senza eguali, ma hanno una cultura diversa. Tuttavia, l’Argentina ha una rappresentanza di tifosi eccezionale, quel coro che hanno è diventato virale, ancora ricordano Diego, insieme a Messi e da latino mi fa effetto. Ad ogni modo, c’è un clima meraviglioso, soprattutto a ridosso dell’inizio delle partite quando sale la febbre e ci si ritrova tutti uniti da un’unica passione. Quando nel 2010 la FIFA assegnò i Mondiali a Russia e Qatar non ci si sarebbe mai potuto immaginare un Mondiale in inverno fermando tutti i principali campionati. Qui la particolarità è di avere in un perimetro di 80km ben 8 stadi, tra 4 anni con gli Stati Uniti sarà esattamente l’opposto”.

“Mondiale che puzza da un punto di vista della legalità? L’alone di problemi che era il lavoro nero, lo sfruttamento delle persone e dell’ambiente, i diritti LGBTQI+ e quelli delle donne si percepisce poco, sono stati bravi a coprirlo. Non è il Mondiale che si è adattato al Qatar, ma la città che si è adattata al Mondiale. Terremoto Juventus? L’indagine ha ad oggetto due macroaree: da un lato le plusvalenze con valori non conformi al mercato, dall’altro lato quello relativo al pagamento degli stipendi della stagione 2020/21. Ho visto la Juventus attribuire valori non veritieri ad alcuni giocatori, ma a maggio, quando si sono già pronunciati, è stato stabilito che certi valori potessero essere anomali, ma poiché non esisteva una regola di mercato che stabilisse minimi e massimi, quelle operazioni non potevano essere censurate. Se possono essere presi nuovamente in considerazione grazie ad altri elementi d’indagine?”.

“Dipende dagli elementi stessi. Sull’operazione già giudicata come fatto dal Tribunale Federale è molto difficile. Secondo me, una questione interessante da analizzare è la seguente: un club può, in occasione della scadenza dei termini per retribuire i propri calciatori, concordare con questi una rinuncia di 3 su 4 mensilità salve poi splittare queste 3 mensilità su 4 alla stagione successiva? Questi sono i comportamenti più critici che presteranno il fianco ad un vulnus quando verranno chiuse le indagini. Questi sono comportamenti gravi che espongono la Juventus a sanzioni. La Juventus per l’operato di tutti i suoi tesserati ha un range sanzionatorio molto pesante: un minimo di uno o più punti di penalizzazione, fino a esclusione dal campionato di competenza e revoca del titolo conquistato sul campo. È da escludersi, eventualmente, l’assegnazione dello scudetto alla seconda classificata per la stagione 2020/21. Qualora venisse affermata la responsabilità, tra queste sanzioni vengono valutate una serie di elementi”.

“Fondi extra bilancio? A me non risulta ci siano altre società coinvolte. Il sistema potrebbe essere legato alle plusvalenze, come dicevamo non possono essere fatte da soli, c’è bisogno di club che fanno da spalla. Dipende, poi, se sono nuove operazioni, chi è coinvolto. Escluderei completamente il Napoli, in questo nuovo girone di inchiesta non viene mai nominato. Il Napoli ha fatto operazioni conformi, Osimhen è un’operazione fondata da un punto di vista disciplinare. I quattro coinvolti nell’operazione riempivano un piccolo spazio di una quindicina di milioni di euro. La Procura di Napoli ha raccolto una custodia dalla Francia, ma il Napoli è stato già giudicato dalla giustizia sportiva: i napoletani possono stare tranquilli. L’indagine del sistema può terminarsi nel momento in cui venisse scoperchiata una rete di società più o meno amiche della Juventus che ha agevolato questi comportamenti. Diverso è se un singolo club ha concordato con tesserati o procuratori una diversa estinzione di un debito. Sicuramente meriterebbe un approfondimento disciplinare”.

Leonardo Costahttps://www.calcioj.com
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Dopo varie esperienze lavorative nell'ambito giornalistico, mi sono specializzato in quello sportivo e in particolare con il portale Calcioj.com. Da sempre pratico sport con una passione particolare per il calcio e la bici. Occhio sempre vigile sull'evoluzione dell'informazione.

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