Miralem Pjanić torna a illuminare il gioco della Juventus, questa volta non in campo come ai vecchi tempi ma muovendosi dietro le quinte del calciomercato per regalare ai bianconeri il gioiello Kerim Alajbegović. Il regista bosniaco, rimasto legatissimo all’ambiente torinese dopo i successi ottenuti in campo, ha indossato le vesti di intermediario e mentore, risultando il vero fattore determinante per superare l’agguerrita concorrenza del Chelsea.
Grazie ai suoi consigli, alla sua profonda conoscenza della piazza e alla grande amicizia con la famiglia del ragazzo, Pjanić ha convinto il 18enne del Bayer Leverkusen e la sua famiglia a preferire il progetto tattico di Luciano Spalletti rispetto ai milioni di Sterline e alle sirene della Premier League. Un vero e proprio “assist extracampo” celebrato anche sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, dove l’ex numero 5 ha rilasciato un’intervista per spalancare le porte della Continassa al suo giovane connazionale.
Calciomercato Juve, Pjanic racconta il colpo Alajbegovic

Pjanic, perché Alajbegovic ha preferito la Juve alla Premier?
«Perché Kerim è un ragazzo più maturo dei suoi 18 anni e ha alle spalle una famiglia per bene. Io sono un amico del padre e gli ho detto cosa penso sulla Juventus quanto sulle altre opportunità. Alla fine la scelta è stata loro. Alajbegovic è cresciuto in Germania ed è decollato in Austria, al Salisburgo, però ha sempre avuto un occhio di riguardo per la Serie A. E la Juve è sempre la Juve!».
Quale consiglio ha dato ad Alajbegovic?
«Di pensare solo a mettersi a disposizione, ascoltare Spalletti e divertirsi. Come ho detto a Kerim: la Juve è una famiglia e ti mette a disposizione tutto, tu devi pensare al campo e a migliorarti con umiltà. Avrà degli alti e bassi, ma ci saremo noi e il club a sostenerlo nei momenti duri. Anche io ho faticato all’inizio. Alla Juve avverti la responsabilità dei campioni che hanno indossato quella maglia. Adesso l’importante è che Kerim conosca bene i compagni e impari in fretta l’italiano, ma noi siamo abbastanza bravi con le lingue…».
Alajbegovic è più un’ala o un trequartista?
«È un giocatore offensivo, che sa svariare su tutto il fronte d’attacco. Spalletti troverà il modo per impiegarlo al meglio. Sono stato allenato sei mesi a Roma da Luciano e la considero una gran fortuna: è straordinario. Per un giovane di talento come Kerim è un dono avere un maestro così».
Come vede Yildiz e Alajbegovic insieme?
«Benissimo, parlano la stessa lingua calcistica: i giocatori di qualità si trovano con naturalezza. Ripeto: Spalletti è super e valorizzerà tutti al meglio, lo ha sempre fatto nella sua carriera. Sono contento che Alajbegovic sia allenato da Luciano. Erano interessati anche altri bravissimi tecnici che io conosco bene».