Il nuovo corso della Continassa si apre all’insegna del rigore finanziario e della sostenibilità, con una missione prioritaria affidata a Giovanni Carnevali. Il neo amministratore delegato, scelto da John Elkann per la sua profonda conoscenza delle dinamiche di mercato e per una rete di relazioni consolidate nel tempo, si trova di fronte a un compito delicato: coniugare le ambizioni sportive richieste dalla proprietà con le stringenti necessità di bilancio.
Il piano aziendale della Juventus è chiaro e punta al raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2028, un traguardo indispensabile anche per rispettare gli accordi di stabilità finanziaria in via di definizione con l’Uefa. Per l’esercizio relativo alla stagione 2026/2027, la dirigenza dovrà spingere sull’acceleratore delle cessioni, con il preciso traguardo di incassare circa 100 milioni di euro dai ricavi del player trading, superando la media dei 60 milioni registrata nelle ultime annate sportive. Questo tesoretto servirà a compensare i mancati ricavi derivanti dalla mancata partecipazione alla massima competizione europea.
Plusvalenze Juve, come incassare 100 milioni con Carnevali

Fatta eccezione per Kenan Yildiz considerato la pietra miliare del futuro bianconero e per questo blindato e ritenuto assolutamente incedibile come dimostrato di recente anche con l’Arsenal, la rosa della Juventus presenta diversi profili in grado di generare ottimi margini di profitto rispetto al loro valore residuo a bilancio. La Gazzetta dello Sport svela il piano di cessioni di Carnevali. Si parte dai pezzi pregiati a centrocampo e in difesa: Khéphren Thuram rappresenta uno dei profili più remunerativi; a fronte di un carico a bilancio di 12 milioni, il suo valore nominale si aggira sui 48 milioni. Ottime prospettive di guadagno arrivano anche da Gleison Bremer, stimato 40 milioni a fronte di un costo residuo di 21 milioni, e da Pierre Kalulu, il cui cartellino vale circa 35 milioni a fronte di un peso a bilancio di 10 milioni.
Poi occhio alle occasioni sugli esterni e in mediana: Andrea Cambiaso, con un valore di carico di appena 6 milioni, potrebbe fruttare una plusvalenza notevole vista la sua valutazione di 32 milioni. Anche Weston McKennie garantisce margini elevatissimi, valendo ben 36 milioni a fronte di un costo residuo quasi nullo pari a soli 2 milioni. Manuel Locatelli mantiene una quotazione stabile di 30 milioni (con 10 milioni di carico).
Anche i prodotti del vivaio e i centrali potrebbero rientrare nel discorso sacrificati: Fabio Miretti, cresciuto nel settore giovanile e con un costo a bilancio azzerato, permetterebbe una plusvalenza netta sull’intero valore del cartellino stimato in 16 milioni. Chiudono l’elenco dei potenziali partenti Federico Gatti (valutato 18 milioni contro un residuo di 4) e Lloyd Kelly (valore di mercato di 22 milioni e costo residuo di 15). In avanti va monitorata anche la situazione di Jonathan David, stimato 40 milioni con soli 10 milioni di peso a bilancio.
Calciomercato Juve, il piano in entrata bianconero

Parallelamente all’ingente sforzo sul fronte delle uscite, Exor non intende rinunciare alla competitività immediata della squadra. Al tavolo delle trattative, Carnevali lavorerà a stretto contatto con il direttore sportivo Marco Ottolini, il tecnico Luciano Spalletti e con il supporto strategico di Giorgio Chiellini. Le linee guida per gli acquisti ricalcheranno parzialmente i principi virtuosi applicati dal dirigente nella sua precedente esperienza in Emilia, seppur riadattati a un contesto con ambizioni di vertice molto più elevate.
Alla Juventus non verrà chiesto di rischiare su scommesse low-cost da lanciare nel massimo campionato, bensì di muoversi su profili consolidati, atleti non ancora giunti all’apice economico della propria carriera ma con valutazioni comprese tra i 15 e i 25 milioni di euro. Calciatori pronti per l’uso, capaci di integrarsi rapidamente nello spogliatoio e di sostenere la pressione della maglia juventina, garantendo l’assalto alle prime posizioni in Serie A e un cammino da protagonisti in Europa League.