Il lungo albo d’oro della Juventus affonda le sue radici all’inizio del Novecento, in un calcio pionieristico fatto di camicie cucite a mano, campetti fangosi e formule in via di definizione. Dopo aver accarezzato il successo per due anni consecutivi, la consacrazione definitiva arrivò nel 1905, anno in cui il club torinese si laureò per la prima volta Campione d’Italia, interrompendo l’egemonia del Genoa. Un trionfo storico, maturato al termine di un girone finale avvincente e aritmeticamente sancito il 9 aprile 1905, data che ha dato il via alla leggenda bianconera.
Il modulo di riferimento dell’epoca era il celebre “sistema a piramide” (2−3−5), orientato a una spiccata propensione offensiva con ben cinque attaccanti in linea. Gli undici protagonisti che scrissero la storia di quel primo titolo della Juventus furono:
- Portiere: Domenico Durante
- Terzini: Gioacchino Armano (destro), Oreste Mazzia (sinistro)
- Mediani: Paul Arnold Walty (destro), Giovanni Goccione (centro mediano e capitano), Jack Diment (sinistro)
- Attaccanti: Alberto Barberis (ala destra), Carlo Vittorio Varetti (mezzala destra), Luigi Forlano (centro attacco), James Squair (mezzala sinistra), Domenico Donna (ala sinistra)
Come la Juve divenne campione d’Italia per la prima volta
L’ottava edizione del massimo campionato italiano, andata in scena tra il 5 febbraio e il 9 aprile 1905, portò con sé una grande rivoluzione voluta dalla FIF (Federazione Italiana Football), fresca di ingresso nella FIFA. Venne infatti abolito il meccanismo del challenge round – che fino all’anno prima qualificava i campioni in carica direttamente alla finalissima – costringendo il Genoa a ripartire dalle eliminatorie.
Per la prima volta, inoltre, vennero introdotte le sfide d’andata e ritorno sul campo, sostituendo i vecchi incontri a eliminazione secca. Il cammino della Juventus iniziò nel girone piemontese in modo del tutto singolare: la Torinese scelse infatti di ritirarsi dalla competizione prima ancora di scendere in campo, spianando la strada ai bianconeri con due vittorie a tavolino per 2-0.
Il girone finale: il “regalo” dell’US Milanese
Superato il turno regionale senza faticare, la Juventus si qualificò al triangolare finale nazionale insieme ai campioni liguri del Genoa e alla vera e propria sorpresa della Lombardia: l’US Milanese, una matricola terribile capace di eliminare i fondatori inglesi del Milan in un doppio confronto spettacolare, caratterizzato da una storica partita terminata con ben tredici reti complessive.
Nel girone finale, la Juventus mantenne un cammino solido. I due scontri diretti contro i rivali storici del Genoa si conclusero entrambi in pareggio, lasciando il verdetto definitivo legato ai match contro la terza incomoda, l’US Milanese. Mentre i piemontesi regolarono la matricola lombarda, quest’ultima si trasformò nell’arbitro inatteso del campionato.
All’ultimo turno, il Genoa ospitò l’US Milanese convinto di ottenere un successo agevole che avrebbe garantito lo spareggio scudetto contro la Juventus. A sorpresa, invece, i lombardi imposero il pareggio ai liguri, bloccandoli sul campo e consegnando matematicamente il primo, storico titolo nazionale alla Juventus, che poté così sollevare la prestigiosa Coppa Spensley.