Rivoluzione Juve: filtra la decisione su Giorgio Chiellini 

Ennesimo anno zero alla Juventus. Nuova rivoluzione, altre figure. Si intravede questo scenario dopo Torino-Juventus che chiuderà una stagione deludente senza nemmeno la qualificazione in Champions League salvo clamorose sorprese. Come infatti riferisce il Corriere della Sera, dopo aver silurato un Cristiano Giuntoli che intanto potrebbe ripartire dall’Atalanta, la Juventus si ritrova nuovamente sull’orlo di una rivoluzione istituzionale e sul banco degli imputati c’è soprattutto un nome: l’Ad Damien Comolli, la cui avventura rischia di concludersi dopo appena un anno, portando la società a cambiare il terzo boss in tre anni (e in generale il terzo ad in un quinquennio dopo Maurizio Arrivabene e Maurizio Scanavino).

John Elkann risolverà il rebus sull’amministratore delegato subito dopo il derby, ma in mezzo a tanta incertezza filtra una decisione ormai presa sottolineata dal CorSeraGiorgio Chiellini resta l’unico punto fermo della Juventus.

Chiellini intoccabile alla Juve, Comolli sprofonda

Se la giurisdizione di Comolli ne uscirà nella migliore delle ipotesi ridimensionata (se non del tutto azzerata), Chiellini rimane centrale nell’idea del rilancio bianconero. L’ex storico capitano gode di una stima incondizionata da parte di John Elkann, con il quale c’è un feeling importante e un filo diretto costante su tutti gli aggiornamenti dalla Continassa.

Nelle idee della proprietà, Chiellini rappresenta l’anello di congiunzione perfetto per supportare l’area sportiva pur senza avere l’ossessione personale di dirigerla. Il suo sarà un ruolo complesso ma fondamentale: toccherà a lui annodare i rapporti operativi con l’allenatore, fare da collante con la squadra e gestire le dinamiche interne della Continassa. Una centralità assoluta che serve a restituire quel briciolo di “juventinità” e di stabilità che negli ultimi tempi è andata smarrita.

La centralità di Chiellini brilla ancor di più se paragonata al progressivo isolamento di Damien Comolli. Tutt’altro infatti l’approccio del dirigente francese i cui legami con i calciatori sono diventati sdrucciolevoli, soprattutto dopo che il dirigente ha ricordato duramente alla squadra le proprie responsabilità. A pesare su Comolli, però, c’è anche un capo d’accusa sollevato da gran parte dei dipendenti della società: il manager se ne sta sempre chiuso nel suo ufficio. Poca empatia, distanza fisica e un italiano praticamente inesistente. Senza considerare poi una serie di scelte sbagliate in chiave mercato che la Juventus ha già pagato e pagherà ulteriormente quest’estate, come Lois Openda. Il simbolo in assoluto.