“Sondaggio per Palladino”, panchina Juve: retroscena CorSera 

Raffaele Palladino sulla panchina della Juventus al posto di Luciano Spalletti. Provate a immaginare questo scenario e come sarebbe andata eventualmente. Del resto il caos istituzionale che agita i corridoi della Continassa non è figlio soltanto dei recenti risultati opachi sul campo, ma affonda le radici in una profonda e ormai evidente spaccatura strategica tra le diverse anime della dirigenza. A fare luce sui retroscena che hanno portato alla scelta della guida tecnica e a svelare i dettagli sui passati equilibri di potere è il Corriere della Sera, che ricorda un clamoroso retroscena sui mesi che hanno preceduto l’approdo a Torino di Luciano Spalletti.

Al centro del dibattito interno c’è sempre stata la netta divergenza di vedute tra la filosofia manageriale dell’amministratore delegato Damien Comolli e la visione sul calcio invece di Giorgio Chiellini. Due mondi opposti che hanno rischiato di tracciare un destino totalmente diverso per la panchina della Juventus. Il tutto quando si è all’alba di una nuova rivoluzione juventina: Comolli verso l’addio, Chiellini invece confermato nella dirigenza della Vecchia Signora.

Panchina Juventus: retroscena su Raffaele Palladino

Secondo quanto rivelato dal quotidiano milanese, prima che la scelta definitiva ricadesse sull’ex commissario tecnico azzurro, i quadri dirigenziali legati all’ad francese si stavano muovendo in un’altra direzione. L’Ad, spalleggiato dal braccio destro François Modesto, aveva infatti effettuato un sondaggio concreto per Palladino.

Il profilo dell’attuale tecnico della Fiorentina corrispondeva perfettamente ai parametri della linea verde tracciata da Comolli portando comunque un tecnico emergente ed ex Juventus che conosce bene il mondo e le ambizioni bianconere. A far saltare il banco, però, è stata la forte personalità di Chiellini. È stata proprio dell’ex capitano l’intuizione vincente di virare con decisione su Spalletti, forte del suo filo diretto con John Elkann e della convinzione che a una Juventus smarrita servisse un allenatore di enorme carisma ed esperienza piuttosto che una scommessa tattica.

Comisso-Chiellini: differenze anche sul calciomercato Juve

Questo dualismo e questa differente sensibilità non si sono limitati alla scelta della panchina, ma si rispecchiano fedelmente anche nella gestione del calciomercato e nella tipologia di calciatori da inserire in rosa. Da una parte la fazione di Comolli, orientata sui dati puri, sulle futuribilità e sui parametri internazionali; dall’altra la linea di Chiellini (e successivamente di Spalletti), più legata alla conoscenza del campionato italiano, del campo vero e alla solidità e al vissuto dei profili.

Il Corriere della Sera riassume perfettamente questo cortocircuito ideologico con un paragone emblematico: «Come dire: meno Openda, più Kalulu». La predilezione per la concretezza e per l’usato sicuro ha finito per scontarsi quotidianamente con la rigidità dei numeri dell’Ad. Un dualismo che ha inevitabilmente condizionato le ultime sessioni di mercato e che ora, con la Juventus fuori dalla Champions League e attesa dal summit definitivo con Elkann, costringerà la proprietà a scegliere una volta per tutte quale filosofia sposare per il futuro del club. A oggi vincono nettamente Spalletti-Chiellini, con un ennesimo amministratore delegato silurato.